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Buon compleanno Lazio. Il club del presidente Claudio Lotito compie 115 anni e per l’occasione si rifà il look; dalla prossima partita all’Olimpico con il Milan infatti, verrà indossata la nuova maglia dal sapore vintage, che riprende quella utilizzata nelle stagioni ’82’83 e ’86’87. La nuova divisa vedrà il ritorno dell’aquila stilizzata al centro, tra le due fasce orizzontali bianco e celeste e, con tutta probabilità, scalderà non poco i cuori dei tifosi più romantici che ancora ricordano quelle annate. Soprattutto quella della miracolosa salvezza ottenuta in serie B nel ’86’87, nonostante i 9 punti di penalizzazione iniziali da scontare. Gli anni indimenticabili di Giordano, D’Amico e Manfredonia per intenderci, nella storia della Lazio.

Euforico il presidente Lotito, sicuro dell’ottimo riscontro che questa maglia celebrativa avrà nei tifosi biancocelesti (“Sapevamo che sarebbe piaciuta ai tifosi, abbiamo lottato per averla. Mi auguro che i tifosi si identifichino in quei valori per dare una spinta ulteriore a questa squadra“). A pochi mesi dall’undicesimo compleanno alla guida della Lazio, Lotito vive da alcuni mesi una sorta di “armistizio” con la parte della tifoseria che l’ha sempre osteggiato in questi anni, situazione della quale sembra non soffrire la squadra che in questa stagione con Stefano Pioli in panchina ha ritrovato gioco e risultati. Ne è passato di tempo da quando, nel luglio del 2004, il “re delle pulizieClaudio Lotito aveva prelevato le quote di maggioranza della società, salvandola da un fallimento ormai imminente. Da quel giorno, Lotito è divenuto un personaggio di assoluto rilievo nel calcio italiano, fino a diventare il maggiore sponsor per l’elezione di Carlo Tavecchio a presidente federale; le sue interviste e comparsate in tv sono uno spasso e gli sono valse numerose imitazioni esilaranti e tanta popolarità. Ma la tifoseria laziale non lo ha mai amato, per usare un eufemismo; storico lo striscione di qualche tempo fa in piena contestazione “Ridateci i marò e riprendetevi Lotito“. Partito in sordina, il presidente è tuttavia riuscito a ridare credibilità al club che oggi ha potuto annunciare altri due importanti acquisti: il difensore brasiliano Mauricio dallo Sporting Lisbona e il giovane talento olandese Hoedt (che arriverà a luglio). Le casse della Lazio sono oggi certamente più floride di quanto lo fossero undici anni fa, impossibile negarlo; merito di Lotito e della sua testardaggine che lo ha portato a non mollare mai anche durante le fasi più critiche della sua gestione. Le vicende calcistiche si sono spesso mischiate con quelle giudiziarie, come i casi Zarate, Pandev e Ledesma, tutti trascinati in tribunale da Lotito; a sua volta citato a giudizio dall’ex tecnico Vladimir Petkovic, reo di essersi accordato con la Nazionale svizzera, e licenziato per “giusta causa“. Dura, durissima, anche trattare con lui: per informazioni, chiedere a Erik Thohir, costretto a sborsare un assegno da 20 milioni di euro per portare a Milano Hernanes (immaginate un pò chi ci ha guadagnato…). La Lazio è una delle poche società in Italia ad aver portato avanti nel corso degli anni un progetto serio, che oggi punta forte sulla valorizzazione del vivaio (tra i più prolifici nelle ultime annate) e dei giovani calciatori, talenti sui quali investire. Come accaduto con Felipe Anderson e de Vrij e come verosimilmente sarà con lo stesso Hoedt, di cui si dice un gran bene.

Non è bastato a far pace con la frangia più calda del tifo biancoceleste, con cui Lotito aveva da subito tagliato ogni legame, che spera sempre nell’avvento di un nuovo presidente alla guida del club. Riconoscenza, questa sconosciuta. “Questa è una squadra che ha le potenzialità per far bene, ma serve anche il calore dei tifosi. La società sta facendo tanti sforzi e ha un’organizzazione in crescita esponenziale. Vogliamo differenziarci per attirare sempre più interesse da parte dei giocatori”, ha detto il presidente, ma chissà se basteranno gli ottimi risultati a far cambiare idea ai suoi tanti detrattori. Tifosi divisi, anche sull’ultima clamorosa voce di mercato che vorrebbe Mario Balotelli possibile nuovo acquisto; Lotito glissa ma rivendica con orgoglio che “la nostra è una società che assume posizioni molto chiare su diritti e doveri, chi vuole venire da noi sa perfettamente che ci sono delle condizioni che devono essere rispettate”, e poi piazza la stoccata “quando sono entrato io alla Lazio scappavano tutti mentre oggi tanti giocatori vogliono venire qui”.

Porta aperta insomma, suggestione di mercato o realtà? Questo è Claudio Lotito, prendere o lasciare.

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