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de guzman

Jonathan De Guzman è stato l’ultimo acquisto della sessione estiva di calciomercato del Napoli e ha rappresentato con lo spagnolo David Lopez l’emblema massimo della diffidenza dei tifosi azzurri verso la dirigenza azzurra quest’anno. La gente dalle parti del Vesuvio si aspettava e tuttora attende nomi ben più altisonanti per cominciare a vincere con regolarità. L’olandese, canadese di nascita, si era subito presentato con tanto di gol decisivo alla prima giornata di campionato contro il Genoa ed ora, con alle porte la sfida di ritorno proprio contro i rossoblu, il bilancio del centrocampista tuttofare ex Villarreal e Swansea può dirsi certamente positivo.

COME MI IMPONGO – Dopo il gol al debutto del Ferraris per il 27enne cursore che milita stabilmente nella Nazionale Oranje và detto che lo spazio si era pian piano ristretto, al punto tale da chiedersi come mai Rafa Benitez non continuasse a riproporlo con maggiore costanza. Poi la tripletta allo Young Boys di inizio novembre in Europa League ha fatto da sliding doors per De Guzman, il quale è andato a segno anche contro Cagliari ed Empoli nel giro di altre due settimane, giungendo ad essere poi tra i migliori in campo a Doha nella vittoriosa sfida di Supercoppa Italiana contro la Juventus. Nell’occasione De Guzman servì l’assist a Higuain per il momentaneo 1-1. E nonostante siano state soltanto 5 le partite giocate dal primo minuto, il trottolino classe 1987 per il Napoli è diventato importante.

NIENTE CHE NON SAPPIA FARE – Il ruolo naturale di De Guzman è quello di mezzala in una mediana a 3, per questo all’inizio c’è stata qualche difficoltà di troppo alimentata anche dall’ambientamento al calcio italiano ed allo stile di vita del nostro Paese. Lo attestano gli spezzoni di gara e le cinque partite consecutive collezionate fino a metà novembre, con il giocatore che ha poi saputo fornire le giuste risposte al Napoli sia sul piano fisico che soprattutto tattico: De Guzman è un calciatore polivalente, in grado di ben figurare tanto nelle zone centrali del campo quanto sulle corsie esterne, indipendentemente a destra o sinistra. Sa giocare come mediano arretrato ed anche come trequartista, risultando prezioso tanto in fase di costruzione che interdizione e nonostante la presenza di dirimpettai di non poco conto (Hamsik su tutti) pian piano l’olandese sta ritagliandosi una fetta importante nello scacchiere tattico partenopeo, un pò come successo l’anno scorso a Dries Mertens, che è diventato tra i calciatori più decisivi del Napoli dopo un inserimento per gradi.

OCCASIONI BEN SFRUTTATE – Il dinamismo di De Guzman in particolare ha permesso alla compagine azzurra in alcune circostanze di fare la differenza, gli esempi più emblematici sono i match contro Cagliari, Empoli e Juventus in Supercoppa: nei primi due casi la prontezza in zona gol con tanto di inserimenti perfetti ha fatto si che i campani rimediassero parzialmente ad una situazione difficile, contro i bianconeri la fuga sulla fascia sinistra con relativo cross al bacio per Higuain sull’azione dell’1-1 aveva fornito una scossa importante ai compagni di squadra. De Guzman magari non sarà elegantissimo ma di qualità ne possiede comunque e sa dosarla alla praticità che tante volte ti permette di fare bene. Complice la mancanza di Insigne per buona parte della stagione e di Mertens per qualche gara, Jonathan De Guzman è stato provato nel ruolo di esterno offensivo mancino, ruolo nel quale ha saputo distinguersi benissimo (torniamo alla tripletta inflitta allo Young Boys in Europa League).

E HAMSIK VEDE LA PANCHINA – In molti vedono un dualismo con capitan Hamsik, tornato al gol ieri in Coppa Italia contro l’Udinese ma consapevole che De Guzman alle sue spalle scalpita per ottenere sempre più occasioni. Il fatto che l’olandese abbia relegato proprio Hamsik in panchina domenica scorsa contro la Lazio giocando al suo posto dall’inizio nel ruolo di trequartista centrale lascia presagire che questa mossa verrà riproposta altre volte da Benitez da qui a fine stagione, soprattutto se De Guzman dovesse continuare a fornire risposte migliori rispetto allo slovacco in termini di vivacità e solerzia, e pur non avendo particolarmente brillato nelle ultime uscite va detto che sempre De Guzman ha saputo districarsi nel cosiddetto “lavoro sporco” in fase di copertura. Con lui la mediana a due del Napoli sembra più protetta grazie ai raddoppi di marcatura ed alla corsa messa a disposizione dell’economia di gioco collettiva. Conquistata la fiducia di tutti resta un solo passo da compiere: diventare titolare.

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