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Moretti

“Se Atene piange, Sparta non ride”. Ed è così che, dopo il tracollo del Milan in casa della sorprendente Lazio, arriva anche quello dell’Inter al Meazza contro un Torino sornione, equilibrato e mortifero. Due ko, forse diversi tra loro, che testimoniano una cosa sola: la Milano calcistica è ormai in ginocchio.

Tale conclusione non arriva di certo dopo le disfatte della prima giornata di ritorno. Ha radici ben più lontane, affossate nel torpore di vecchi trionfi e antiche glorie. Il Triplete, le imprese in Champions, i Mondiali per Club e le grandi sfide contro i titani d’Europa e del mondo: mai come nell’attualità delle cose questi sembrano tempi andati, e i segni del tempo infieriscono su due entità ormai avvilite. Forse la parola per descrivere meglio Milan e Inter è “stanchezza“: quella dei tifosi, di assistere a tali abomini. Quella delle società che, forse, non hanno più a cura come un tempo la loro creatura (in un caso, quello di Moratti, il tutto si è trasformato in una cessione per ora più che infruttuosa). Quella di calciatori che in campo hanno poco da offrire, o di ex calciatori devastati dalla visione delle loro amate, ormai di altri uomini, portate mano per mano negli anni precedenti sulle vette più alte della passione. I nuovi compagni, però, sono scontrosi ed egoisti. La relazione è difficile, l’amore sta scemando.

Prima la zona Champions era il minimo. Oggi, con le due milanesi a -8 punti (-10 con l’eventuale vittoria del Napoli lunedì) dal terzo posto, sembra più una chimera. L’Europa, un tempo territorio di conquista in epoche diverse (molto spesso per il Milan, negli ultimi anni per l’Inter) ora appare come un continente difficile da raggiungere, con delle zattere raffazzonate al posto di transatlantici sontuosi. Le cause dell’ironica sorte di Milan e Inter sono scritte e ben note, inutile ripeterle. Se il Destino può riservare di peggio lo dirà solo il tempo. Adesso il mare è in burrasca, e la tempesta sembra essere ben lontana dal raggiungere il suo culmine. Addio, sogni di gloria. Addio ambizioni e tradizione. Addio, Milan e Inter. O meglio: arrivederci. A chissà quando.

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