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Uno su mille ce la fa.

La canzone di Gianni Morandi rappresenta proprio la storia di Armando Izzo, giovane difensore napoletano del Genoa, che partendo dal basso è arrivato ad esaudire il sogno di giocare in Serie A: quel desiderio di milioni di ragazzini che si allenano quotidianamente per diventare future promesse del calcio mondiale. E questa sera potrebbe esaudire ancora il suo sogno massimo: giocare al San Paolo come promesso a suo padre scomparso anni fa.

Il suo procuratore, Paolo Palermo, ha raccontato in esclusiva ai microfoni di Iamnaples.it l’ascesa di Armando Izzo: “Ho cominciato a seguire Armando con maggiore attenzione quando era negli Allievi Nazionali, dal torneo di Arco di Trento. Non era titolare, ma intravedevo in lui forza, buona tecnica e personalità, nel settore giovanile del Napoli tutti dicevano che era un bravissimo ragazzo ma si lamentavano per alcuni suoi comportamenti. Era svogliato, s’assentava dagli allenamenti per varie settimane, poi ritornava al campo come se non fosse successo nulla. Ho capito che si comportava così perchè nessuno glielo spiegava, non aveva una guida. Ho cercato di svolgere proprio questo ruolo, lui non mi ha mai tradito. Ha dimostrato voglia di migliorare, assorbiva tutto ciò che gli dicevo. Ha messo in mostra forza mentale già quando andò in prestito a Trieste, vincendo una “scommessa” con me: io gli dissi che se avesse raggiunto venti presenze (arrivò a quota 22, 14 con la Triestina e 8 con l’Avellino, ndr), gli avrei regalato la mia Smart. Non volle un’automobile nuova ma si accontentò della mia che aveva già sette-otto anni, la stessa con cui io e tutti i componenti del mio staff a turno accompagnavamo quotidianamente Armando agli allenamenti”.

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