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La Juventus vince e convince, questa seconda accezione sopratutto per quanto riguarda l’attinenza a non perdere mai per strada punti come quelli di ieri, le tipiche occasioni che altre squadre sbagliano, vuoi per un episodio, vuoi per un momento psicologico, e che invece gli uomini vestiti di bianconero non disdegnano mai, anzi. Combattono per buona parte del match senza lasciar trapelare nemmeno quel dubbio scomodo che fa capo a “Voglia di vincere”. Quella non manca di certo alla Juventus, capace di mettere in riga tutte, o quasi, le altre, sfiancandole alla fine del girone di andata per quanto riguarda continuità di risultati e che ha nell’ambientamento e crescita dei suoi giovani, a partire da Pogba fino a Morata, passando per Pereyra, il vero segno di una “nuova alba bianconera”, se è vero che è iniziato un nuovo capitolo del campionato.

ROMA STOP Lo stop della Roma a Firenze è un momento avvincente dell’ultima giornata di Serie A, e che non fa saltare il tavolo solo e soltanto per il risultato, ingiusto per quanto riguarda la mole di gioco prodotta dalle due formazioni. I viola dimostrano il loro buono stato di forma e tra un dribbling di Joaquin e un Gomez ritrovato c’è a Firenze chi spera nell’Europa, intanto però i giallorossi perdono terreno dalla vetta con tanto di “vecchia signora” sorridente. Ma c’è chi sta peggio: Milan e Inter. Le due milanesi costretti ancora a una settimana di “apnea” nei propri centri sportivi a “leccarsi le ferite”, come se il tutto non fosse mai successo. Inzaghi rimane francobollato alla panchina del Diavolo, non è detto però che Berlusconi e Galliani siano pronti a sbugiardare la propria ennesima parola, in questo reincarnata nella figura del proprio allenatore, raffigurazione della società stessa. Tra le file nerazzurre vige ancora il caos, l’alternanza di risultati non porta ad una vera e propria crescita, anzi, tende a minare le poche sicurezze che vengono acquisite in caso di vittoria. Che entrambe le situazioni sia difficili è indubbio, quello che sembra però mancare da ambo le parti è il disegno preciso, quella linea precisa da seguire anche, e soprattutto, in caso di sbando. A rendere il tutto più sbarazzino ci pensa la Lazio, con una Sampdoria che non riesce ancora a vivere di luce riflessa dell’esuberanza del proprio presidente, i biancocelesti anche strizzando l’occhio alla buonasorte sognano un posto al sole con vista continentale.

Intanto la Juventus guarda dall’alto e controlla, per ora nessun’altra può piegarla, difficile anche solo prendere in considerazione sconvolgimenti di classifica vari a meno di non prendere in considerazione il potenziale scontro diretto, come se il “lasciapassare” per lo scudetto sia tutto in quei novanta minuti dell’Olimpico del prossimo 2 marzo. Ad onor del vero, ad ora, non sembrano certo 3 punti a lasciare scampoli di speranze agli uomini di Garcia.

Stefano Mastini

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