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Mexès

“E sta per finire un altro weekend, se ne va coi gol in tele”. Si è però scordato delle botte il buon Max Pezzali che forse avrebbe dovuto dare un’occhiata all’ultima due giorni calcistica, ricca di sorprese e spunti interessanti. Grandi soddisfazioni nell’anticipo del sabato sera: protagonisti Mauri e Mexes. Il primo provoca, il secondo risponde per le rime, con tanto di mani al collo e conseguente espulsione. Stesse sensazioni per Inzaghi, soffocato dall’ennesima sconfitta e dall’ombra di Tassotti, eterno secondo, un po’ come Rampulla e Di Fusco. Gufa il buon Mauro, in attesa di quell’occasione che non arriverà mai. Chissà perché, su quella panchina ci passano tutti tranne lui, se si esclude un breve interregno, non degno di nota, come la sua avventura nello staff tecnico rossonero . Torniamo al calcio e ai calci, e alle parole grosse volate tra Novellino e D’Aversa, durante Modena-Lanciano, finita poi 1-1. Il buon Walter, focoso e apprensivo, un amante passionale della panchina, si è lasciato andare ad uno quei sfoghi che in fondo hanno caratterizzato la sua carriera, fatta di successi importanti, oramai un po’ datati ma anche di clamorosi fallimenti. Ma non è il caso di parlarne in questa sede. Restiamo alla serie b e al povero Roberto D’Aversa (ex giocatore del Siena, per i pochi fortunati che non lo ricordassero), colpevole di aver guardato in malo modo l’arcigno tecnico dei carini. Uno sguardo, si sa, può valere più di mille parole. Se poi arrivano anche quelle, appena bisbigliate, è naturale attendersi la reazione del sanguigno Monzon: “Ma cosa… ma guarda che non ho detto niente… ma non rompere il cazzo!!! E pensa a fare l’allenatore, che fino all’anno scorso facevi il team manager”. L’ha toccata piano lord Walter. Alla fine baci e abbracci e “amici” come prima. Con tutto il rispetto per i team manager…

di Dario Marotta

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