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Non è di certo un gran momento per il Parma, come se non bastasse il lato tecnico  e sportivo dove i ducali stentano e non poco ad uscire da una situazione di classifica decisamente tragica, ultimo posto con appena 9 punti messi insieme in ben 20 incontri di Serie A; le noti dolenti arrivano anche dal punto di vista societario: la cordata formata da Rezart Taçi e Ermir Kodra, subentrata a Ghirardi, si sarebbe sobbarcata una montagna di debiti arretrati (circa 64 mln di €), una parte dei quali (18 mln di €) con il fisco italiano (fonte Parma Quotidiano).

Eventi Sportivi spa è la holding che controlla il Parma calcio e nel bilancio di chiusura dell’anno 2014 è stato registrato un passivo pari a 63.786.083 €, cifra questa che ha visto un incremento del 10% nell’ultimo anno per effetto dell’addizionale IVA relativa alla Parma FC Brand, altra società controllata dalla holding in questione. Che oltre a vantare debiti nei confronti dello stato, come già detto in precedenza, presenta conti in rosso anche presso le banche, per gli istituti di credito si parla di circa 16 mln di €. Il Parma FC avrebbe però una situazione di bilancio ben più grave, un anno fa la società gialloblu registrava un passivo di circa 175 mln di €, è pur vero che ai fini della lettura puramente economica del tutto bisogna prendere in considerazione anche eventuali crediti della holding stessa, fatto questo che regala una visione più rosea della situazione, sebbene al tribunale fallimentare di Parma sono state presentate ad ora ben 3 istanze fallimentari.

Intanto la nuova proprietà non riesce a fare breccia nei cuori della tifoseria gialloblu, al tempo stesso non lasciano ben sperare i corsi e i ricorsi storici, Rezart Taçi infatti non sarebbe nuovo a trovarsi davanti a conti in rosso da pagare e/o società sull’orlo del fallimento, nel recente passato la società Taçi Oil è stata inserita nella lista di società per cui il governo albanese ha richiesto il procedimento fallimentare a causa del mancato pagamento delle tasse. La tecnica della “blacklist” pubblicata al di là dell’Adriatico per evidenziare la mancanza rappresenta un modo per emulare la pubblica gogna al fine di forzare la mano al debitore interessato a non figurare all’interno di essa. Anche Ermir Kodra fa parte del gruppo Taçi Oil, nella veste di consigliere con scadenza di mandato nel 2017, mentre ci sono anche altre società facenti capo al gruppo Taçi nella “lista nera”: Armo sha, Gramozi Oil Company, Anika Mercuria Refinery Associated Oil. Insomma le vicende economiche sembrano il pane quotidiano della nuova proprietà ducale, la speranza è quella di non vedere la situazione Parma precipitare nelle prossime settimane.

 

Stefano Mastini

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