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Appuntamento settimanale di Back To The Future, la nostra prospettiva sul futuro della Serie A alla luce degli ultimi risultati di ieri sera. Classifica che si sta via via componendo a fronte di alcuni punteggi totalmente ribaltati rispetto alla scorsa stagione, con le due genovesi che stanno facendo decisamente bene e le due milanesi in controtendenza. Ecco il focus completo sulla 20° giornata di Serie A. L’attuale classifica è uno specchio della Serie A attuale, non bisogna lasciarsi ingannare dai risultati a “viaggio in corso”, cerchiamo di guardare alla totalità del campionato con occhio critico, anche perchè le partite per se stesse possono risentire di fatti casuali capaci di far passare brutte settimane ai tifosi/allenatori delle varie squadre.

BACK TO THE FUTURE REGOLE STESURA Si parte dai dati del 2013/14, ovvero dalla classifica dello scorso anno di Serie A, prendendo in considerazione le squadre che, ovviamente, non sono retrocesse, motivo per cui questa indagine non potrà prendere in considerazione il potenziale andamento di Empoli, Cesena e Palermo, non esimendosi però dal dimenticarsi i punti messi in campo contro le altre squadre, cioè i risultati di queste 3 saranno comunque conteggiati successivamente. Andiamo passo, passo:

1 – Raccolta dati: classifica Serie A stagione 2013/14.

2 – Sostituzione delle partite dell’anno scorso con quelle già giocate finora con risultati di punti in valore assoluto (Esempio: Fiorentina-Inter 2013/14 3 punti Inter, Fiorentina-Inter 2014/15 3 punti Fiorentina –> +3 Fiorentina -3 Inter nella nostra statistica) che saranno addizionati al punteggio finale ottenuto in classifica l’annata precedente.

3 – Rimozione di tutti i punti fatti contro le squadre retrocesse rispetto all’anno prima (Si sommano i punti ottenuti nelle 6 partite giocate contro Catania, Livorno e Bologna).

4 – Aggiunta dei punti ottenuti negli incontri già giocati contro le squadre neopromosse (ovvero i punti che sono stati fatti finora, se già giocato, contro Empoli, Cesena e Palermo).

5 – Shakerare, agitare bene et voilà, il gioco è fatto.

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CONSIDERAZIONI SERIE A Roma ancora bloccata e Juventus sempre più dominatrice della Serie A, la mancanza di Gervinho, unita alla latitanza di una vera e propria bocca di fuoco capace di regalare punti in momenti difficili sembrano essere i veri e propri punti deboli di una formazione, quella giallorossa, incapace di ripetere l’annata straordinaria dell’anno scorso, e che, con un Napoli in grande spolvero, non è detto che non possa avere più di un problema ad ipotecare la seconda posizione, sebbene al momento mantenga un notevole vantaggio (sia nella nostra proiezione che in real). Intanto i bianconeri viaggiano a ritmi sbalorditivi per la nostra Serie A, Pogba è praticamente un “Super player” di dimensione planetarie capace di piegare le retroguardie più arcigne, tanto basta a far saltare il banco.

E’ partita ufficialmente la corsa per il 3° posto: la vittoria del Napoli lancia i partenopei, a soli 6 punti di distacco dagli uomini di Garcia, con un Higuain in più e un De Guzman sempre più “talismano” di Benitez, è l’olandese ad aver cambiato faccia al gioco degli azzurri, la sua attinenza a cucire il gioco lo sta rendendo un punto fisso dell’11 titolare del tecnico spagnolo, scalzando così un fenomeno di velocità e tecnica come Mertens e prendendosi gli onori della ribalta in ottica sostituzione Insigne. Dietro scalpitano Sampdoria, Lazio e Fiorentina. I blucerchiati, freschi del doppio acquisto in attacco di Muriel ed Eto’o, senza parlare di un Ferrero in visibilio, cullano il sogno del colpaccio a Palermo per almeno un tempo, poi tutto ritorna nella normalità, è però giusto riconoscere come il cammino dei liguri, ad ora, sia davvero importante. La Lazio di Pioli non è da meno, le tre reti con le quali regola il Milan, sempre più stonato il Diavolo, ne sono l’emblema; pratica, diretta, i biancocelesti sono la realtà più frizzante della Serie A odierna, con quella prerogativa del non avere le coppe che potrebbe dimostrarsi un vantaggio non da poco nella rincorsa europea. Chiude il gruppo la Fiorentina di Vincenzo Montella, capace di mandare in gol per ben 3 volte il redivivo Mario Gomez in appena 3 giorni, cifre astronomiche se rapportate appena ad un mese fa. E’ però tutto l’ambiente viola a sorridere, il pari contro la Roma è l’ennesimo passo in avanti di una squadra che ha iniziato a capire, realmente, se stessa, con un gioco di spessore e che deve solo incolparsi di non saper essere cinica fino in fondo, cosa questa che potrebbe costare ai viola svariati punti di qui alla fine della stagione di Serie A.

Scendono ancora le milanesi, Inter e Milan rasentano la tristezza, i nerazzurri non trovano la giusta quadratura e il risultato è la mancanza di una stabilità capace di mettere in fila una buona serie di risultati, con il contro effetto di minare psicologicamente un ambiente che, se privato ancora del palcoscenico della Champions League, si potrebbe ritrovare ad una, nuova, ridimensionata. Il Diavolo invece naviga a vista, Inzaghi è sulla graticola e al tecnico rossonero non basterà ancora per molto essere considerato “un’appendice” della società per tenere salda la panchina, non un caso che Galliani e Berlusconi siano assidui frequentatori di Milanello. L’ultimo appello è in Tim Cup, l’incontro scontro con la Lazio, rivincita di sabato, sarà la prova del “9” per l’ex SuperPippo, in caso di sconfitta attenti agli scossoni.

Riprende fiato il Cagliari di Zola, capace di invertire un trend che si era fatto terrificante sotto la guida di Zeman, ad ora gli isolani possono iniziare a guardare al futuro con rinnovata fiducia, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento di giovani di prospettiva, Crisetig e Longo su tutti. Intanto Parma è in subbuglio, dopo la sconfitta contro il Cesena e l’addio di Cassano l’ambiente dei ducali si è fatto esplosivo, adesso resta da capire solo quanto possa essere profondo il baratro. Chiusura sul Chievo e l’Empoli, la lotta per non retrocedere riguarda anche e soprattutto loro, non è detto poi che la stessa Atalanta non rischi, ad ora però concediamo ai bergamaschi il beneficio del dubbio (a fronte della nostra proiezione).

 

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Stefano Mastini

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