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15 febbraio 2015, segnatevi questa data. Ai nastri di partenza la nuova Primera Division argentina a 30 squadre. Avete capito benissimo. Ben 30 squadre. La riforma tanto voluta dal defunto ex presidente dell’Afa, Julio Humberto Grondona, è stata messa in pratica, tra lo scalpore dell’opinione pubblica e le polemiche degli addetti ai lavori. Un campionato, è stato detto, voluto per “portare più equilibrio, dare luce alle piccole e medie squadre e dare spazio alle realtà provinciali, allargando il panorama calcistico argentino, troppo ristretto alla zona di Buenos Aires”. Un campionato da guinness dei primati per numero di partecipanti, che si svolgerà in un unico girone di sola andata in cui tutte le squadre si sfideranno una volta, per un totale di 29 partite a cui si aggiungerà un trentesimo turno di soli “clasicos”, in una giornata ricca di fascino e adrenalina. Questo infatti sarà l’unico turno a essere doppio, mentre le altre partite saranno “secche”. Dopo le trenta giornate, vedremo chi sarà il nuovo “Campeon” che poi andrà di diritto alla copa Libertadores, insieme alla vincitrice della Copa Argentina, alla squadra che risulterà essere la migliore del proprio paese nella Copa Sudamericana e, infine, ad altre due squadre che saranno le migliori di un mini campionato ad hoc. Il cambiamento più rilevante è costituito dalle retrocessioni che saranno due e non più tre, seppur sempre con il solito meccanismo del Promedio. Anche i campionati minori saranno rivisti nel nome e nel format: la B Nacional sarà a 20 squadre e si chiamerà Nacional, i tornei Argentino A e B, saranno a 30 squadre e diventeranno Regional e Regional B; la Primera B e C diventeranno Metropolitano B e C.

La rivoluzione del calcio argentino è partita, il campionato è alle porte. C’è molta curiosità nel vedere queste piccole neopromosse sfidare le giganti storiche ma c’è già molto fermento nel costruire al meglio le squadre. Il calciomercato è già entrato nel vivo, con centinaia di passaggi già formalizzati e con tutte le squadre in campo a sudare in preparazione e nei “tornei de verano”. Pochi i soldi in circolazione come sempre. Molti giocatori che sono tornati e stanno tornando in patria, dall’Europa, soprattutto dall’Italia e dal resto del continente americano. L’antipasto e primo appuntamento vero sarà nella notte italiana del 28 gennaio, con lo spareggio tra Boca Juniors e Velez Sarsfield per staccare l’ultimo pass per la Copa Libertadores. Due grandi del calcio albiceleste, protagoniste proprio di questo calciomercato, insieme ad altre grandi che lotteranno per il titolo di campione, insieme ad altre compagini medio-piccole e a sorprendenti neopromosse. Con Boca e Velez, anche River Plate, San Lorenzo, Estudiantes e Independiente stanno allestendo delle rose molto interessanti; tra le realtà di medio-bassa classifica, benissimo Olimpo e Tigre e molto bene anche Quilmes, Banfield e Defensa y Justicia. Grande fermento e tantissimi acquisti (più di numero che di qualità) anche per alcune neopromosse come Temperley, Crucero del Norte e Nueva Chicago. Delude il Racing Club campione in carica, fermo al palo con un solo acquisto ed in cerca di colpi mirati per completare una rosa già all’altezza. Ci si aspettava molto di più anche dal rinnovato Newell’s Old Boys e per il blasone da Colon, Argentinos Juniors e Arsenal de Sarandi. Ma ancora c’è molto tempo a disposizione e sicuramente arriveranno molte altre sorprese da qui all’inizio del campionato. Ne vedremo delle belle anche in questa nuova, rivoluzionata Primera Division.

di Michele Stefanelli