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Filippo Inzaghi, Venezia - Serie B
Filippo Inzaghi, Venezia - Serie B

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Per adesso è salvo, Pippo Inzaghi si tiene stretto la panchina del Milan, nuovamente sconfitto dalla Lazio formato Pioli. Questa volta però il risveglio è più brusco, se è vero infatti che sabato il Diavolo è rimasto realmente sotto shock dal tris capitolino lo stesso no può essere detto per ieri sera al Meazza, dove gli uomini di Inzaghi non sono riusciti a dimostrare quel qualcosa in più che tutto l’ambiente chiedeva. E’ sembrata una formazione imbalsamata, solo lievemente risvegliata dal ritorno di Honda, però comunque incapace di rimettere al mondo un match giocato per poco più di metà in inferiorità numerica. Insomma un mezzo disastro.

BERLUSCONI TIENE INZAGHI La notizia però è la contro notizia, ovvero la famosa telefonata di rassicurazioni di Berlusconi proprio per Inzaghi alla fine della partita, veloci di quella “frettolosità” che fa male, che fa pensare, quasi che ad evento corrisponda effetto, insomma nel calcio non c’è da stare tranquilli. Lo scoop però è teso a calmare: “non servono casi adesso, bisogna guardare al futuro lavorando” sembra voler dire il messaggio cifrato nella testa degli sportivi. eppure tutto sembra poter essere sempre in dubbio, come se gli àut àut si dovessero susseguire nel tempo, in un’eterna lotta al rialzo fino a che la corda non si strappi del tutto, del resto non è nemmeno detto che le dichiarazioni del Leader di Forza Italia siano un vero e proprio segno di fiducia, soprattutto incondizionata, già nel recente passato Berlusconi aveva inanellato le seguenti esternazioni Nesta? E’ impossibile. Il Milan non acquisterà Nesta, nel calcio siamo arrivati a livelli che non hanno niente di economico e morale” poi Gilardino al Milan? E’ troppo caro, non si possono spendere certe cifre per il calcio. Sarebbe amorale con i problemi che ci sono oggi” e ancora “Come presidente del Milan ho vinto più di tutti nella storia del calcio: addirittura il doppio di Bernabeu” con tanto delle ultime riguardanti la propria rosa. Insomma nulla è sicuro al giorno d’oggi. Senza contare poi di come Berlusconi abbia altri grilli per la testa, tra una buca a Renzi e il nome del nuovo Capo dello Stato non sembra ci sia poi moltissimo tempo per questo Milan stiracchiato e in crisi.

Non ce ne voglia Inzaghi, del resto il compito di far rinascere il Diavolo sta diventando più un obbiettivo alla “Frankenstein” che non un rapido risveglio, lui da bravo dipendente della società, volutissimo dalla stessa, potrebbe avere più credito dei suoi predecessori, il futuro però non sembra essere dalla sua, il fatto di non poter vantare un contratto importante (700mila € annui) potrebbe rappresentare anche il perfetto lasciapassare in caso si volesse traghettare la squadra in fondo alla stagione per poi operare l’ennesima girandola di nomi, con buona pace dei tifosi, del gioco e della programmazione.

 

Stefano Mastini