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E’ sempre calmo prima che la tempesta si abbatta, in questo caso la burrascosa Serie A non si esenta da cotale paragone, in particolare è in tema con il periodo di calciomercato che spopola. In un Italia combattuta sul “Corsa al Colle” per il nuovo Presidente della Repubblica forse, almeno per una volta, i movimenti di mercato del mondo pallonaro subiscono una flessione dovuta anche all’attesa per la “bagarre” finale, in cui tutti i dirigenti, presidenti e chi più ne ha più ne metta, si butteranno per regalare qualche pezzo ai propri allenatori sul filo di lana.

CUADRADO IN BILICO Potrebbe essere la giornata giusta per veder andar via Cuadrado, il colombiano è passato dall’essere “l’intoccabile insostituibile” a “giocatore di cui privarsi davanti all’offerta giusta”, chissà che non fischino le orecchie a qualcuno da quest’estate. In pole ci sarebbe il Chelsea di Mourinho, pronta a fare carte false per avere la propulsiva vespa viola, insignita anche della benedizione di Micah Richards di ieri, sul piatto balla la clausola rescissoria, la cifra voluta dalla viola, quella che, nel caso arrivasse, andrebbe reinvestita per portarsi a casa qualche buon giovane e un valido sostituto del colombiano (Baselli è monitorato). Intanto Destro fa le valige e si dirige verso Milano, chissà che un ex interista come lui non riesca a far rinascere il Diavolo, quello che è certo è che sarebbe un inserimento importante per i rossoneri, non è detto però quanto possa risultare decisivo. La Roma se ne sta sulle sue, nel caso ci fossero delle occasioni niente è da scongiurare, mentre per quanto riguarda la Juventus Allegri non sembra poi tanto propenso a modifiche e/o cambi di spessore. La Sampdoria continua a fare incetta di giocatori: Gyomber e Spolli in nottata, ma i botti ci sono già stati in casa Ferrero.

Ritorniamo allora alla tempesta, anche perchè con la recente riforma del regolamento della Federcalcio, riduzione delle rose e numero di italiani che cresce di importanza allora tutti strizzano all’occhio alla “Spending review” e ai prodotti di casa nostra. Bocchetti, Diamanti, Gilardino, tutti in fuga dall’est, e se non sono tricolori allora va bene uguale se si pensa alla parabola di Eto’o. Insomma il calcio è ormai arrivato ad essere definitivamente un tritacarne impazzito, alle volte acceso, altre spento, nei prossimi giorni girerà ad altissima velocità e con i giri a mille chissà che non ci sia qualche botto importante.

 

Stefano Mastini

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