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lazio napoli

In chiave secondo posto in Serie A quello che comincerà nel fine settimana potrà rivelarsi un turno fondamentale. Tante sono le pretendenti in corsa per il piazzamento d’onore che garantisce l’accesso diretto alla prossima edizione della Champions League, motivazione che vale da sola già quanto uno scudetto per alcune compagini. Seconda al momento è la Roma che vive però una fase di stanca perdurante ormai da almeno due mesi; al terzo posto c’è il Napoli, forse in questo momento la squadra più in forma del lotto che comprende anche la bella Lazio di Pioli, l’arrembante Sampdoria di Mihajlovic e la Fiorentina di Montella, le quali sostanzialmente per diversi motivi vengono inquadrate come più indietro in questa cinquina (ma mai dire mai).

SEMAFORO GIALLOROSSO – Roma, Napoli e Lazio hanno sulla carta un turno facile dovendo affrontare rispettivamente Empoli in casa e Chievo e Cesena in trasferta. Per la verità i giallorossi proprio contro i coriacei toscani di mister Sarri hanno sofferto più del dovuto in Coppa Italia neanche due settimane fa, annaspando contro l’organizzazione degli azzurri ed avendo la meglio soltanto grazie ad un controverso calcio di rigore che ha offuscato la stima della quale l’allenatore romanista Rudi Garcia godeva, a causa delle sue dichiarazioni in merito. I capitolini stanno frenando troppo spesso, Napoli e Lazio ovviamente sperano in un altro passo falso e daranno il tutto per tutto nei loro match di giornata, pur essendo coscienti che non esistono partite facili: i partenopei lo hanno imparato proprio nella gara di andata, quando i clivensi espugnarono il San Paolo con la summa massima del cinismo: due tiri totali con una traversa ed un gol, griffato da un Maxi Lopez che poi non ha lasciato il segno al Bentegodi tanto da cambiare squadra ancora una volta accasandosi al Torino.

AZZURRI PIU CONVINTI – Il Napoli invece con oltre 30 conclusioni verso i pali difesi dall’allora titolare Bardi (che parò anche un rigore a Higuain) raccolse soltanto un pugno di mosche…ma era una squadra molto diversa da quella di oggi a livello di testa. C’era ancora lo scotto dell’eliminazione patita ai preliminari di Champions League dal non irresistibile Athletic Bilbao, che infatti di strada in Europa ne ha fatta poca ed in Liga non fa certo sfracelli. Da allora la compagine allenata da Rafa Benitez è cresciuta in tenuta fisica e mentale anche se alcune pecche difensive sono rimaste, magari ripetutesi con minore frequenza rispetto al passato, ma è già un grosso passo avanti considerando che con tutta probabilità le topiche sono da imputare principalmente al modulo, un 4-2-3-1 che poche volte concede interpreti della mediana e della trequarti offensiva ai ripiegamenti in aiuto dei compagni dietro. Discorsi tattici a parte serve vincere perché la Roma sta rallentando di brutto per varie motivazioni: infortuni, troppe energie fisiche spese in Champions e mentali a prendersela con la Juve o a negare i presunti aiutini arbitrali ricevuti (senza voler fare polemiche, è una cosa che capita a tutti).

E’ UNA TRAPPOLA – Il Chievo è tutto sommato in salute e dall’arrivo di Maran la media punti è lievemente migliorata: restano solo tre le vittorie all’attivo da quando il mister di Trento guida il Cèo, al pari però delle sconfitte, e le ultime due consecutive giunte contro Fiorentina e Juventus un pò nascondono quanto di buono fatto vedere dai Mussi Volanti: con i viola l’esito negativo è giunto solo al 94′, allo Juventus Stadium invece i campioni d’Italia hanno faticato non poco prima di volgere le cose a loro favore. Senza considerare come è maturato invece il pareggio con l’Atalanta, quando i gialloblu hanno visto sfumare la vittoria in trasferta sempre in pieno recupero. Sul piano del gioco si registra una maggiore solidità difensiva con chiusure degli spazi decisamente più efficaci che nella precedente gestione tecnica di Eugenio Corini.

L’AQUILA VOLA – Il Cesena, spiace dirlo, è un disastro completo e l’ultima vittoria ottenuta a Parma (la seconda stagionale dopo l’esordio con i 3 punti ottenuti sempre contro i ducali) non nasconde una situazione estremamente critica, il cui specchio è la risoluzione consensuale del contratto con l’attaccante portoghese Hugo Almeida, il quale ha abbandonato una nave che onestamente non si sa come impedire che affondi. La Lazio troverà vita facile e la stessa compagine di Pioli è certamente una delle sorprese della stagione: l’organico biancoceleste ha conosciuto diverse innovazioni, e nonostante i proclami del presidente Lotito non siano mancati anche quest’anno, c’è da dire che non in molti pensavano potessero maturare in una classifica tanto bella. L’unica macchia dal punto di vista dei risultati è stata la sconfitta interna proprio contro il Napoli di due settimane fa nonostante sul piano del gioco la squadra non avesse affatto demeritato, il riscatto è prontamente arrivato col Milan grazie ad un perentorio 3-1 che ha lasciato però in pegno Filip Djordjevic: il croato si è gravemente infortunato e forse si rivedrà in campo solamene a fine aprile, questa cosa sta costringendo gli uffici di Formello a cercare un elemento per il reparto di attacco nelle ultime ore di calciomercato, visto che come punte di ruolo ci sono solo il vecchietto Klose ed i ragazzini Perea e Tounkara, oltre all’adattabile Keita. La Lazio con le medio-piccole ha fallito poche volte: solo una sconfitta con l’Empoli a metà novembre e poi un pari alla fine dello stesso mese in casa del Chievo: per il resto i biancocelesti hanno ottenuto un pari col Verona ed una sconfitta con l’Udinese, che adesso staziona a metà classifica ma che ad inizio stagione veleggiava più in alto in graduatoria.

PICCOLE SOLO DI NOME – Il Napoli con le squadre che stazionano più indietro vede uno dei suoi più grandi talloni di Achille: proprio contro il Chievo storicamente ha ottenuto più delusioni che gioie in Serie A, fa eccezione il 4-2 ottenuto alla seconda giornata dello scorso campionato: già al ritorno i clivensi rischiarono il colpaccio al San Paolo con un gol del napoletano Gennaro Sardo (il suo secondo personale agli azzurri in Serie A) salvo essere poi rimontati nel finale dal rocambolesco pari firmato Albiol. Quattro mesi fa invece come già detto la sorpresa è riuscita. In campionato fino a questo punto gli azzurri hanno steccato soprattutto in casa, con i pareggi racimolati contro Cagliari ed Empoli tra novembre e dicembre; hanno fatto storcere il naso ai tifosi e a Rafa Benitez anche il pareggio di Bergamo a fine ottobre e quello di inizio stagione con il Palermo, senza contare l’inusitato stop ad Udine. Il Napoli può davvero prendersela con se stesso per come ha buttato al vento tanti punti, basti pensare ai pareggi subiti nel finale da Atalanta ed Inter oltre agli altri match già citati che con maggiore rabbia agonistica avrebbero fruttato ai campani l’intera posta in palio. Adesso non si può più sbagliare: serve vincere per restare il più in alto possibile per quanto riguarda il Napoli, e per volare sempre più ad alta quota per quanto riguarda la Lazio. Entrambe guardano alla Roma (che con le piccole ha sempre vinto, sia quando ha giocato bene meritando i 3 punti, sia interpretando male la partita, fa eccezione il pari in extremis col Sassuolo) e puntano allo sgambetto. Mantenendo l’attuale ruolino di marcia l’obiettivo sembra davvero alla portata.

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