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Piazzati i colpi Gabbiadini e Strinic (il secondo a parametro zero), il Napoli rappresentato da Riccardo Bigon ai microfoni di Sky allontana ogni tipo di trattativa in entrata e in uscita, puntando tutto sulla programmazione e la lungimiranza. Paradossalmente la società azzurra esce da questo calciomercato rinforzata nelle idee più che negli elementi. Le cessioni di Cuadrado e Destro dimostrano come in questo momento in Italia bisogna prima vendere per poter acquistare, una prerogativa del decennio di De Laurentiis. Non prescindere dai calciatori, ma dalla solidità economica del club, quella solidità che in tanti non apprezzano.

“Inler? Non sarebbe intelligente venderlo perché è un centrocampista ben integrato nella nostra realtà e sarebbe molto difficile sostituirlo. Zapata? E’ vero, in molti ce lo hanno chiesto. Ma resta con noi e sono convinto che farà molto bene“. Nessuno parte a meno di offerte irrinunciabili e così la rosa resta quella, nessun colpo a centrocampo, nessun rinforzo in difesa: Bigon e Benitez preferiscono fermarsi, inutile acquistare se non si aumenta il livello.

E per il futuro anche qui nessuna remora “Ifuturo del Napoli non è legato a due nomi, ma è rappresentato da una rosa di calciatori che hanno poco più di 25anni di media di età. Fino ad ora gli unici di fascia medio-alta ad aver preso un giocatore come Gabbiadini a titolo definitivo e non con prestiti o altro. Ripeto, è una società solida che prescinde dai nomi. Il Napoli ha un futuro davanti. Per Benitez c’è un discorso perché è a scadenza mentre Higuain ha tre anni e mezzo di contratto e ha sempre detto di voler restare con noi. La volontà è di proseguire con un professionista del calibro di Benitez, come ribadito dal nostro presidente. L’allenatore, anche se è a scadenza, sta facendo un lavoro straordinario. Quando Mazzarri era a scadenza siamo andati in Champions. In Italia c’è una fobia eccessiva sul discorso dell’essere in scadenza”.

Un approccio europeo, più che italiano, con la consapevolezza di poter continuare a vincere nonostante le tante cessioni e gli addii degli ultimi anni. Come Lavezzi “abbiamo grande simpatia e affetto, ma nel reparto siamo a posto”. Intanto si pensa a Darmian, sperando di chiudere il discorso quanto prima come fatto con Strinic e Gabbiadini. Tempestività e prontezza, una tattica fondamentale per migliorare e migliorarsi senza fare follie, aspettando uno stadio all’altezza che tarda ad arrivare.

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