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La prima volta in cui l’ho visto è successo a Londra, non credevo fosse lui il presidente. Scherzava tanto… ma mi ha fatto capire i suoi sogni. Spero che il nostro sogno ci porti il più lontano possibile“. Con queste parole, Samuel Eto’o si è presentato davanti ai tantissimi giornalisti presenti per la sua spettacolare presentazione da nuovo giocatore della Sampdoria nell’affascinante scenario dell’acquario di Genova. Massimo Ferrero non scherzava, la sua non era una classica boutade; il suo sogno di riportare in Italia l’ex attaccante di Barcelona e Inter, era più che mai reale. No, c’è poco da scherzare, la Sampdoria oggi è una certezza della nostra serie A, meta ambita anche da gente del calibro e dello spessore di Eto’o. L’impressione è che ci sarà tanto da divertirsi per i prossimi tre anni e mezzo sulla sponda doriana di Genova, se la società e staff tecnico non vanificheranno quanto di buono fatto fin qui.

Certo Eto’o non si aspettava di essere in bella e numerosa compagnia, visto che il suo acquisto rappresenta solo la ciliegina sulla torta di un mercato invernale che ha tanto il sapore di quello estivo. In blucerchiato sono approdati anche Muriel, Coda, Frison e il giovane talento argentino Correa, ai quali ben presto potrebbero aggiungersi anche altre pedine (vicini Spolli e Gyomber del Catania, oltre che Paletta in uscita dal Parma), senza considerare qualche altro botto finale che l’istrionico presidente Ferrero potrebbe avere in canna. Un mercato oculato, che ha visto la partenza di Manolo Gabbiadini, sacrificato in nome di un’offerta irrinunciabile, che tuttavia non snaturerà la splendida creatura di Sinisa Mihajlovic. A sorprendere semmai, è la quantità di difensori fin qui arrivati, che andranno a rimpinguare un reparto già tra i migliori della squadra. L’addio annunciato di capitan Gastaldello sembra aver creato una sorta di vuoto di potere, ecco spiegata la decisa virata su difensori (centrali) esperti, pronti magari al rilancio dopo periodi opachi. L’esperienza non manca di certo a gente come Andrea Coda (potrà essere un’ottima riserva), così come all’argentino Nicolas Spolli (epurato di lusso nel Catania non più sudamericano); lo slovacco Gyomber potrebbe essere invece un ottimo investimento per il futuro, avendo l’opportunità di crescere così come sta facendo Alessio Romagnoli.

Blindata la difesa e confermato il centrocampo di qualità e quantità, i rischi e le scommesse aumentano decisamente in avanti. L’arrivo di Muriel e appunto Eto’o, sulla carta, rafforza e non poco il reparto; Okaka e Eder sono punti fermi nello scacchiere del tecnico serbo, che molto probabilmente saluterà Bergessio (voglioso di giocare di più e destinato alla Lazio). L’incognita è però rappresentata dalla cronica discontinuità del talento colombiano e dalle reali condizioni fisiche di un giocatore come Eto’ò, reduce da una carriera lunga carriera ad alti livelli e da sei mesi in panchina all’Everton. I mezzi e le qualità di Muriel sono indiscutibili, ma dovranno necessariamente andare di pari passo con la voglia giusta e la necessaria propensione al sacrifico tattico che Mihajlovic pretende dai suoi giocatori. Dove e come giocherà nella sua avventura, è ancora un mistero, ma è chiaro che vederlo rincorrere gli avversari e sbuffare largo in fascia, sarebbe una grossa sorpresa. Samuel Eto’o potrebbe rappresentare invece l’uomo di esperienza, la chioccia, il classico “dodicesimo” uomo, in grado di incidere a partita in corso; le soluzioni sono molteplici, non sono da escludere clamorosi colpi di scena.

A due solo lunghezze dal terzo posto Champions, sognare si può, si deve. Ferrero non scherzava, la sua Samp adesso attira anche i grandi giocatori: merito di Mihajlovic, l’unico sveglissimo e sempre sul pezzo.

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