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Carlos Tevez annuncia: “Nel 2016 andrò via”. Ecco le sue dichiarazioni dell’attaccante argentino della Juventus nell’intervista esclusiva ai microfoni di “Tuttosport”.

BOCA JUNIORS – “L’ho già detto più volte, il discorso per me è chiuso. Quando ho firmato per tre anni con la Juve ho detto fin dall’inizio, anche alla società, che quello sarebbe stato il mio ultimo contratto prima di tornare al Boca. Ma nessuno ha commentato nulla. Il problema è che quando non c’è notizia si cerca di tirarla fuori. Prima del Boca, però, voglio vincere tutto qui”.

OSVALDO – “Pablo è un amico, ci sentiamo in continuazione: sarei contento se arrivasse e non combinerebbe casini perchè con questo gruppo non si scherza.  Alla fine è un ragazzo buono che ha il sangue più caldo degli altri. Magari deve solo imparare a controllarsi un po’. Alla Juve però è la squadra che comanda il tutto, non Conte o qualcun altro”.

ARBITRI! – “In Italia state rompendo il giocattolo, mi spiace soprattutto quando dopo il 90′ giocatori e allenatori non ammettono la sconfitta: sempre a caccia di un alibi. In Inghilterra e Argentina non è così. La verità è che un arbitro non mi ha mai fatto vincere nè perdere un partita. Chi gioca dovrebbe saperlo. E’ una cultura che fa solo male. Di questo passo il calcio italiano è destinato a perdere sempre più credibilità”.

CONTE – “Adesso c’è sicuramente più libertà d’azione. Con Conte si giocava in modo preciso: per esempio, con due punte sempre vicine. A lui non piaceva che la punta arretrasse per giocare dietro l’altra. Allegri mi dà la libertà di giocare in tutta comodità: ora faccio quello che sento di voler fare”. 

NUMERO 10 ”La casacca numero 10 della Juve, per la sua storia, sarà sempre di Del Piero. Io, però, difenderò questa maglia fino alla morte, perchè quando la indosso non penso ad alcun numero. Penso, piuttosto, allo stemma della Juventus, che in Italia è grande. Mi dà piacere indossarla e pensare che la responsabilità più grande è difendere lo scudo della Juve, non semplicemente la maglia”.

CHAMPIONS CON LO UNITED“Beh, noi avevamo Rooney, Ronaldo, Giggs, Scholes, Rio Ferdinand, Vidic, Evra sulla sinistra. Era una squadra formata interamente da campioni, non solo 3-4 veri leader. Avevamo dei campioni in tutte le posizioni del campo, era una situazione diversa. La Juve ha 4-5 campioni veri, supportati da una bella squadra: siamo fortissimi, ma…”

POGBA CAMBIATO? -“Ma no, Paul si sveglia ogni mattina, ti abbraccia, ti dà un bacio, è sempre uguale. Se vale 100 milioni? Ok, però di recente ha detto in un’intervista di valere zero: va benissimo così, per i tifosi, per la gente. Ha detto le parole corrette e noi lo ascoltiamo. Paul ha la testa giusta: diventerà un campione, su questo siamo tranquilli”

PAPA FRANCESCO – “E’ stata una soddisfazione grandissima, si prova una sensazione unica nell’incontrare il Papa. E’ stata una cosa meravigliosa per me, per la mia famiglia. Da lì è nata una concreta collaborazione, ma in fondo lo faccio da sempre, grazie alla mia Fondazione: mi è stato detto che io sono un esempio per i miei figli, per la mia gente, per il mio barrio. Tutto ciò mi rende estremamente orgoglioso. Il Papa è un grande. E’ una persona normale: quando vai in udienza ti senti un po’ nervoso, ma dopo due minuti che sei lì il Papa diventa uno di noi: è questa la grande differenza. Abbiamo parlato in spagnolo, lui ti fa sentire a tuo agio”.

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