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kovacic

Dopo un 2014 in continua ascesa, dalla dolcissima primavera, passando all’assoluta centralità nel gioco nerazzurro, fino al gol capolavoro contro la Lazio, il 2015 di Mateo Kovacic non è partito come molti si aspettavano. In particolare il 4-2-3-1, modulo preferito da Mancini specie dopo gli acquisti di Shaqiri e Podolski, non sembra infatti aver metto il campioncino croato nelle condizioni di continuare a stupire e a deliziare mezza Europa.

TUTTO LECITO, O QUASI – Il Mancio, fin dal suo arrivo di novembre, ha sempre dichiarato di non vedere ancora  Kovacic in un ruolo definito, vista la sua giovane età e il grandissimo bagaglio tecnico che ha già in possesso. Esterno a sinistra (all’esordio con il Milan), 10 classico a ridosso della punta e a sprazzi perfino regista davanti alla difesa, Mancini sta sperimentando di in partita in partita ma non sembra ancora aver trovato la chiave di volta. Per un allenatore arrivato in campionato in corso, che oltretutto lavora con un ragazzo di 20 anni, il fatto non dovrebbe quasi mai destare scalpore ma il momento attuale dei nerazzurri richiede una soluzione in tempi brevissimi. Tranne che sui cugini rossoneri, nelle ultimi 5 partite l’Inter ha perso campo da tutte le squadre che la precedevano in classifica, dalla Sampdoria al Napoli, con l’obiettivo Champions che si è completamente frantumato nel giro di un paio di settimane, le stesse del calo di Kovacic.

I PROBLEMI – Per assurdo l’inserimento di così tanti uomini offensivi, rispetto soprattutto alla gestione precedente, non fa ha fatto benissimo all’ex Dinamo Zagabria che ha dovuto limitare il suo raggio d’azione. Tutto gli spazi che prima amava coprire personalmente ora sono occupati, specialmente sull’out di centrosinistra, dove si ritrova quasi a pestare i piedi con un Palacio che a causa della sua scarsa condizione non gli da una grande mano. Rispetto alla progressione palla al piede e all’abilità di dettare i ritmi di gara, il gioco di prima e alle spalle della porta, qualità imprescindibili per un trequartista puro, sono ancora un tantino carenti nell’estroso croato e non gli permettono di essere decisivo in quella limitata ma fondamentale porzione di  campo.

LE SOLUZIONI – Al contrario dell’accostamento a David Silva, nella testa di Macini continua a maturare l’idea di arretrare nuovamente Kovacic sulla mediana e l’acquisto di Brozovic ne è una chiara conferma. L’ultimo colpo dei nerazzurri infatti potrebbe essere il partner giusto per formare con il suo compagno di nazionale il duo davanti alla difesa, un mix di dinamicità e grande qualità nel far partire l’azione, grave pecca dell’Inter negli ultimi anni.

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