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Sergio Mattarella e la Juventus a prima vista non sembrano avere nulla a che spartire, il primo è un siciliano nerazzurro con il Palermo nel cuore, l’altra una società piemontese che vanta le sue radici in un passato storico di stampo nazionale, realtà ben diverse, in un certo senso opposte, geograficamente parlando, a meno di “Garibaldi” vari in salsa moderna, sebbene si possa dire che di figure del genere non se ne trovino poi molte a giro di questi tempi. Eppure qualcosa c’è che potrebbe dirci di più, soprattutto a livello emotivo, quasi inconscio, sarà perchè a forza di sentire la voce dei vari giornalisti, editorialisti, giuristi, quirinalisti, insomma tutti gli “isti” di questo mondo ci siamo ormai abituati a rivedere l’ex deputato DC al centro della politica moderna, quasi la votazione di questa mattina fosse inutile, una vittoria annunciata. Annunciata come quella dello Scudetto juventino, stagione corrente, targato Massimiliano Allegri e soci.

VITTORIA ANNUNCIATA Ok, ormai è praticamente fatta, Renzi ha indicato Mattarella come unico nome del PD, lo schieramento, ormai, centrista è riuscito nell’impresa di ricompattarsi con il rientro della minoranza (Bersani, Civati e compagnia bella) nel mentre Alfano si piega alla volontà dell’ex sindaco di Firenze, il Ministro degli Interni è forse troppo siciliano per non votare un suo corregionale, persino Berlusconi, un po’ sulle sue negli ultimi giorni bisogna dirlo, potrebbe alla fine decidersi per l’inventore del Mattarellum anche se non sembra ci sia bisogno impellente dell’ex Cavaliere (almeno a livello di numeri), la storia delle dimissioni legate alla famosa legge Mammì sembrano ormai destinate all’oblio del tempo, decisamente galantuomo nel nostro paese, sia nel bene che nel male. Si aspettano solo le 11.30/12 di oggi per conoscere la verità, allora il lungo respiro di Montecitorio si potrebbe dissolvere in uno scroscio di applausi, questione di tempo. Nel mentre la Juventus tesse la sua tela, in programma c’è la trasferta di Udine contro gli “Stamaccioni’s Boys”, di certo non una sfida di cartello, eppure sempre da vincere per la Vecchia Signora che, già da un pezzo, è solita fare terra bruciata intorno a sé, poco male se la Roma nel mentre sarà riuscita a rosicchiare 3 punti alla capolista nella gara interna contro l’Empoli, 7 punti di distanza (quelli tra le due contendenti ad ora) sono il bottino perfetto per ipotecare il campionato e destinarci un finale di stagione “spoilerato”. “Diciamocelo” (come direbbe La Russa), anzi “Beh, dai, diciamocelo” (come direbbe Ferrero) ormai è vittoria annunciata, come se i botti, da entrambe le parti, fossero stati scoppiati già in nottata, un frizzo, un sollazzo, un gesto istriota, tutti a saltare e gridare al risultato, ormai nemmeno più l’attesa viene gustata, troppo demodé, leopardianamente sognatrice, inadatta ai nostri tempi in cui insorgono potenti parole quali “Spread”, “Tsipras”, “Goal Line” e tutto il resto, rimettiamoci semplicemente alla noia dello Spoiler più esagerato, tanto se tutti sanno come andrà a finire che gusto ci potrà mai essere ad osservare il presente che si trasmuta in passato?

La parola d’ordine è quindi “noia”. Non ce n’è vogliano i diretti interessati, ma lo scoop non sembra poterci essere più o quasi, così come la volontà, nostra, di portare sfortuna, o “gufate” varie, sia mai, come se poi davvero avesse senso pensare a questo tipo di cose. Ultima postilla: attenzione però alle vittorie annunciate, in passato sono costate Scudetti, Elezioni Europee (#VinciamoNoi del M5S diventato #VinciamoPoi) o Politiche (Bersani nel 2013), insomma l’Italia è un paese da pazzi e, sotto sotto, qualcosa può sempre accadere.

 

Stefano Mastini

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