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zaza berardi

Dopo l’ultimo turno di Serie A, il giudice sportivo, ha emesso le sentenze in merito agli squalificati. Sono 15 i calciatori fermati per un turno, tra i quali, Zaza, Berardi e Sansone che costringeranno Di Francesco a inventare letteralmente l’attacco nella prossima gara. Ecco l’elenco completo: Nicolas Burdisso (Genoa), Isaac Donkor (Inter), Kostas Manolas e Alessandro Florenzi (Roma), Nicola Sansone, Simone Zaza e Domenico Berardi (Sassuolo), Riccardo Saponara e Daniele Croce (Empoli), Sinisa Andelkovic (Palermo), Mattia Destro (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Alessandro Gazzi (Torino), Stephan Lichtsteiner (Juventus), Matias Silvestre (Sampdoria)

PJANIC – Capitolo a parte per Miralem Pjanic, per il quale si era ipotizzato l’utilizzo della prova televisiva, su segnalazione della procura federale, per aver colpito Mario Rui durante Roma-Empoli. Secondo il giudice sportivo, però, non ci sono gli estremi per utilizzare la prova Tv, a causa delle immagini, che non consentirebbero di esprimere un giudizio certo circa la rilevanza disciplinare del gesto.

Ecco il comunicato ufficiale: “Le (poche) immagini televisive disponibili, riconducibili ad un’unica telecamera documentano che, nella circostanza segnalata, al termine di un’azione d’attacco romanista, esauritasi in prossimità dell’area di rigore avversaria, il calciatore giallorosso (Pjanic, n.d.r.) veniva contrastato nel movimento, a notevole distanza dal pallone, dal calciatore empolese (Mario Rui, n.d.r.) che, in conseguenza del contatto, cadeva dolorante al suolo. L’arbitro interrompeva il giuoco senza adottare alcun provvedimento disciplinare. E’ certo che il calciatore empolese venne colpito sul lato destro del costato (salvo ipotizzare una incomprensibile simulazione); è anche del tutto presumibile che sia stato colpito dal braccio destro del Pjanic, ma dalle immagini televisive non può essere tratta una incontrovertibile valutazione circa la dinamica del movimento (una manata? un pugno? una spinta?), circa l’energia impressa e, soprattutto, circa la presumibile, ma non certa, intenzionalità lesiva, che connota la condotta violenta”.

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