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Serie A dai mille volti quella di questa fine di gennaio, il calciomercato si porta via l’inverno duro e puro e lava in salsa “carnevale” le ultime scorie delle vacanze natalizie. Restano ferme tutte, o quasi, al palo le prime della classifica, diciamo della colonna sinistra, mentre fanno punti pesanti quelle di destra per un ricompattamento generalizzato che fa avere ben 7 squadre in appena 5 punti.

Gli ingredienti per questo cocktail sembrano esserci tutti, non manca persino la ciliegina Juventus, pari anche per la “vecchia signora”, incapace di bucare la retroguardia di Stramaccioni, che rimanda il primo schiaffo alla Roma guadagnando però tempo, una giornata in meno alla fine con distacco invariato è sempre motivo di giubilo in quel di Torino. La Fiorentina si arena nel pantano del Ferraris di Genova davanti ad un Grifone atleticamente sopra le righe a cui non può andare giù l’ennesimo episodio sfavorevole, nel sentirsi vittima di qualche anatema i rossoblu devono però ricordarsi di come tutta la gara non sia stata gestita al meglio dalle giacchette nere, compreso l’episodio dell’infortunio di Rizzoli che ha messo in apprensione l’ambiente. Milano dai due volti, quello terrificante della contestazione interista a Guarin e Icardi, l’altro con la cresta rossonera dalle tinte francesi di Menez, capace di un assist e due gol, il minimo indispensabile per far rifiatare Inzaghi in panchina, SuperPippo incassa e sorride finendo tutte le bottigliette d’acqua della panchina. Rinasce il Torino, manita alla Samp di Ferrero, che si sveglia incredibilmente alto in classifica così come lo stesso Palermo targato Dybala.

Pollice verso per la capitale, se la Roma si lascia pregare la Lazio fa decisamente cilecca in quel di Cesena, i bianconeri giocano in maniera essenziale, gli uomini di Pioli peccano psicologicamente e finiscono per perdere una ghiotta occasione di rimanere agganciata al treno Champions League. Ah ecco, dicevamo Champions League, arriviamo allora al Napoli, unica vera benefattrice di questa giornata di stop e punti lasciati sul tavolino, gli uomini di Benitez riescono a cavarsela in una partita che sembrava stregata, nel finale la buona vena del nuovo corso ha dato quella voglia di combattere che ha fatto la differenza, non un caso che l’azione del gol decisivo nasca dal coraggio di Strinic e finisca conclusa da Gabbiadini, con un sinistro velenoso a fil di palo. E’ però l’idea di gioco che si respira a far incoraggiare, con un centrocampo reso più tecnico e stabile dalla dedizione di De Guzman, vero uomo in più dei partenopei in quel settore del campo. Adesso il 3° posto è una realtà concreta, chissà che non possa scapparci anche una bella vista su altri lidi.

Stefano Mastini

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