SHARE

icardi

di Dario Marotta

Non passerà alla storia per la sua simpatia Mauro Icardi. Gliele hanno promesse tutti: Maxi Lopez, Maradona e le tifoserie di mezza Italia. In questi casi c’entra sempre una donna e sul tema sono state scritte copiose pagine, sulle quali non è il caso di tornare. Resta l’oasi milanese, con i tanti gol realizzati, nonostante un ultimo biennio non esaltante, restando ai risultati di squadra. L’idillio perfetto si è pero interrotto nella tranquilla Reggio Emilia, laddove gioca il Sassuolo: tre gol a pranzo, così per gradire. Ma il meglio, per parafrasare il vecchio allenatore, doveva ancora venire. Dopo il triplice fischio finale, “Maurito”, ha avuto il coraggio di presentarsi sotto la curva per donare la sua maglia ai tifosi, scossi per l’ennesima sconfitta. Sul valore dei doni si è lungo soffermato l’ottimo Mauss ma evidentemente né l’attaccante, né i sostenitori giunti al seguito del biscione, hanno avuto modo e tempo di leggere la celebre opera. E così la casacca si è trasformata in un boomerang: dagli spalti, è tornata sul terreno di gioco. Finita li? Nemmeno per idea. Se l’è presa Icardi, non ha affatto gradito e ha battibeccato, insieme al compagno di merende Guarin, per diversi minuti. Una situazione paradossale che testimonia l’immaturità di tutte le parti chiamate in causa. Ma la seconda di ritorno ha regalato anche altro; la bella favola del Cesena che con una squadra troppo modesta per essere vera, sta iniziando a credere in una salvezza che varrebbe almeno tre scudetti. E infine Pinilla, perfido ex: una rovesciata da campione per battere il suo vecchio Cagliari al 94’. Il gesto folle di una testa nel pallone.

SHARE