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Sono ormai trascorse ben 18 giornate in Bundesliga, e il Wolfsburg non può più essere considerato semplicemente come una bella sorpresa. La giovane squadra del tecnico  Dieter Hecking è difatti stabilmente seconda in classifica, con un notevole margine di sicurezza sulle dirette inseguitrici. Ma come si è trasformata così rapidamente una squadra rivelazione, nella vera anti-Bayern della Bundesliga? Innanzitutto il talento nei ‘Lupi’ bianco verdi non manca di certo: dalla sicurezza Benaglio, passando per l’esperienza di Naldo, fino ad arrivare alle esplosioni di due talenti purissimi come Kevin De Bruyne e Ivan Perisic. Decisiva è stata, però, anche la mano dell’ex tecnico del Norimberga, in grado di ridare entusiasmo ad un ambiente depresso dall’undicesimo posto del 2013, conferendo nuovamente gioco, risultati ed ambizioni, grazie alle quali ha ottenuto un buon sesto piazzamento nella scorsa annata, prima di esplodere definitivamente in questa.

IL GIOCO – Hecking predilige principalmente un 4-2-3-1, caratterizzato da una buona solidità difensiva, anche grazie ad un pacchetto arretrato di livello, composto da Naldo, Knoche, Jung e Rodriguez, che fanno dei ‘Lupi’ la terza retroguardia del torneo. Ma le cose migliorano a vista d’occhio con l’avanzare dei metri, infatti la vera arma segreta del Wolfsburg risiede nella grande qualità del gioco nell’ultima porzione di campo, con le frecce Perisic, Caligiuri e il polivalente Vierinha, grandi interpreti del ruolo, e con il talento purissimo di un finalmente maturo De Bruyne, in grado di capovolgere l’azione con le sue accelerazioni ed i suoi dribbling, come ampiamente dimostrato nel grande successo contro gli invincibili del Bayern Monaco, asfaltati per 4-1 nell’ultimo turno. Ma oltre ai soliti noti, ci sono altri due calciatori da analizzare attentamente: Knocke e Arnold.

LA CRESCITA DI KNOCHE – Robin Knoche, difensore centrale classe 1992, formatosi nelle giovanili del club della Bassa Sassonia, è arrivato alla grande ribalta nella stagione 2011/12, esordendo in Bundes, ma senza trovare successivamente molto spazio anche nella stagione seguente. Solamente con Hecking, il processo di crescita di Knoche si avvia efficacemente con una stagione, quella scorsa, giocata con molta continuità, prima di arrivare a questa in cui è diventato un elemento imprescindibile per la retroguardia, in coppia con l’esperta colonna brasiliana Naldo, mostrando grande personalità, oltre a delle ottime doti atletiche date da un fisico slanciato, che gli permettono di essere efficace negli interventi, riducendo al minimo i falli, motivo per cui la casella dei cartellini è ancora piantata sullo 0. Fino a questo momento ha saltato solamente due match, realizzando due gol, ma siamo sicuri che presto potrebbe guadagnarsi anche la prima convocazione con la nazionale campione del mondo, dopo aver già militato nell’under 20 e 21.

ARNOLD, DA TREQUARTISTA A TODOCAMPISTA – Maximllian Arnold, centrocampista tedesco classe 1994, paragonato sin da subito per movenze e posizione coperta a Mesut Ozil, ha già conquistato la Volkswagen-Arena. Muove anche lui i primi passi con il club bianco verde, ed esordisce in campionato nel 2012, dimostrando immediatamente con 3 reti i 6 gare, alla precoce età di 18 anni, di avere grandi doti. La sua maturazione prosegue con l’attuale allenatore nella scorsa stagione in cui colleziona 28 presenze e 7 marcature, giocando prevalentemente da trequartista. Quest’anno arriva la svolta, dopo una prima metà di stagione occupando il suo ruolo naturale, con meno continuità data l’agguerrita concorrenza, arriva l’intuizione di Hecking: trasformare Arnold in un centrocampista puro, affiancandolo all’esperto Luiz Gustavo. Insieme compongono un’ottima cerniera di centrocampo, con il baby tedesco in grado di abbinare un gran dinamismo alle sue ottime qualità tecniche, creando un mix micidiale di quantità e qualità. Ne ha fatto le spese per ultimo, il già citato Bayern Monaco, surclassato nella zona nevralgica del campo proprio da Arnold bravissimo in più situazioni a recuperar palla e a lanciare le ripartenze micidiali di De Bruyne. A differenza del compagno Knoche, ha addirittura già esordito con la maglia della Germania dei grandi, in amichevole, cominciando a pregustare il sapore del calcio che conta.

LA PECCA – Non è però tutto oro quello che luccica, infatti anche questa piacevole sorpresa ha un grosso difetto: la mancanza di una prima punta in grado di garantire la doppia cifra abbondante. In questa stagione ci hanno provato in tre: Bentdner, Olic e Dost, ma sommando il loro score in Bundesliga, otteniamo un non esaltante bottino di 10 reti, 5 delle quali a firma Ivica Olic, che nella finestra di trasferimenti ha lasciato il Wolfsburg per accasarsi all’Amburgo. Con il suo addio, le redini dell’attacco sono passate a Bas Dost, che ha subito ripagato la fiducia di Hecking con una fantastica doppietta rifilata al Bayern Monaco, che lo lancia in prima posizione nelle gerarchie interne, ma senza convincere comunque più di tanto, per i valori tecnici non proprio eccelsi, oscurati da un grande spirito di sacrificio. Resta da capire se l’exploit di Dost si limiterà a questa gara, oppure se riuscirà a dare continuità alle sue prestazioni, in modo da allontanare in futuro l’ombra di un nuovo numero 9.

OBIETTIVI – Con questi presupposti e un margine rassicurante sulla terza in classifica, il Wolfsburg non può più nascondersi e dovrà puntare come traguardo minimo all’accesso diretto alla Champions League. Nella sessione di trasferimenti la società ha lanciato, inoltre, un segnale importante acquistando Andrè Schurrle dal Chelsea per una cifra vicina ai 30 milioni di euro, facendo chiaramente capire che la fame dei ‘Lupi’ non si è ancora placata.

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