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Il d.s. giallorosso Walter Sabatini è stato oggi il protagonista di una conferenza stampa convocata in fretta e furia ieri sera dopo l‘eliminazione dalla Roma dalla Coppa Italia per mano della Fiorentina. La decisione ha una sua razionalità dato che, dopo in quattro pareggi consecutivi in campionato ed il ritardo di 7 punti dalla Juventus capolista, il tifo romanista non aveva certamente accolto nei migliori dei modi l’eliminazione dalla Coppa Italia, chiamando ieri sera a fine partita i giocatori sotto la curva e sommergendoli di fischi. Sabatini si è dunque presentato con l’obiettivo di tranquillizzare l’ambiente, dimostrare che la società è disposta a prendersi le proprie responsabilità in una stagione che avrebbe dovuto portare in trionfo i colori giallorossi e che, invece, si sta rivelando più ostica del previsto, e soprattutto difendendo scelte di mercato fin qui non proprio apprezzate dai tifosi.

PUNTIAMO AL SECONDO POSTO Tanti i temi toccati da Sabatini, gli infortuni, i nuovi arrivi, la partenza di Destro ed il rapporto con Garcia,  anche se il leit-motiv che ha accompagnato l’intera batteria di domande e risposte è stata l’ammissione del ridimensionamento di quell’obiettivo stagionale, lo scudetto, che da mesi dalle parti di Trigoria tutti davano per possibile. Sabatini, come suo solito, è stato bravo ad usare un mix di oratoria e sincerità nelle sue dichiarazioni. Più volte ha però rimarcato il medesimo punto: “Per quanto crediamo ancora nello scudetto dobbiamo essere bravi a difendere la seconda posizione. Per farlo abbiamo bisogno di vincere e, vincendo per assicurarci il secondo posto, potremo forse ambire anche al primo. Lo scudetto è un tarlo di questa società e Pallotta sta lavorando a fondo affinchè ci si arrivi nel minor tempo possibile. Noi dobbiamo onorare quella che era la nostra idea iniziale ma al momento dobbiamo anche essere realisti e difendere il secondo posto. Vincendo per questo obiettivo potremo anche rilanciarci e puntare al primo“. Dichiarazioni, quelle di Sabatini, che sembrano essere un colpo di spugna alle tante parole spese in questi mesi soprattutto da Garcia e che fanno registrare un netto cambio di strategia, quantomeno mediatica, rivolta verso un decisivo bagno d’umiltà.
Sabatini ha poi sottolineato come, secondo lui, la Roma quest’anno abbia avuto soprattutto “problemi di psiche”. “Dalla partita col Bayern d’andata” ammette il d.s. “si è persa l’idea che fossimo una squadra di mutuo soccorso. Se lo fossimo stati, se ogni giocatore avesse aiutato il proprio compagno, Robben non avrebbe potuto mettere in scena la giocata che lo ha reso tanto celebre perchè ci sarebbe stato un costante raddoppio. Si è perso questo atteggiamento da parte nostra, questo voler rimanere attaccati al risultato finale come succedeva lo scorso anno. Più che un problema di autostima è un problema di stima generale: dobbiamo ritornare a pensare al nostro compagno come al miglior giocatore in campo“.

DESTRO? HO DECISO IO Immancabili, come prevedibile, le domande sul mercato giallorosso. E’ lo stesso Sabatini che riconosce come ci sia stato un pizzico di ritardo nel muoversima, del resto, questo fa parte del mercato stesso. Non siamo da soli a condurlo e, alla fine, possiamo dire di essere soddisfatti“. Soddisfatti di Doumbia, “un giocatore che ha una media di 0.90 goal a partita, che proviene da un campionato ostico come quello russo e che ha segnato tanto anche in Europa, già quando lo affrontai con il Palermo. E’ un giocatore che ha una fame di goal che si manifesta in ogni suo movimento“, e felici dell’approdo a Roma di Ibarbo, “un giocatore che ha le potenzialità inespresse del campione, dovremo essere bravia tirarle fuori“. Il vero nodo del contendere sul mercato è però rappresentato dalla cessione in prestito di Mattia Destro al Milan; anche su questo tema Sabatini non si nasconde: “Abbiamo sacrificato Destro perchè era a disagio per lo scarso minutaggio. Quando lo prendemmo c’era la fede incrollabile, e c’è ancora, che potesse diventare il nuovo centravanti della Roma. Garcia non avrebbe voluto privarsene, sono stato io a decidere di puntare su un giocatore più esperto. Se il Milan non lo riscatterà tornerà qui e saremo felicissimi, sennò so già dove andrò ad investire i soldi provenienti dalla sua cessione“.

 

 

 

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