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Non male l’inizio di David Moyes sulla panchina della Real Sociedad, a dimostrazione che forse con una squadra di media classifica l’allenatore scozzese possa davvero dare il meglio di sé. Uno scozzese in Spagna ed un rapido ambientamento, a differenza di quanto accaduto a Manchester nonostante i pochi chilometri di distanza: lì la scintilla non è mai scattata e la cattiva gestione di uno spogliatoio molto pesante è stata forse la pecca più grande. I rapporti non erano buoni dalle questioni tattiche ai più piccoli dettagli: Moyes ha rivelato che ha dovuto addirittura  vietare il consumo di uno dei piatti tipici inglesi. Si, ho dovuto vietare le chips, ma soltanto perchè alcuni giocatori erano sovrappeso e le chips non sono certo un toccasana per la loro dieta”. Togli fish and chips ad un inglese e stai certo che non te lo farai amico.

In Spagna le cose vanno diversamente e lo stesso Moyes, trapiantato in una terra molto lontana caratterizzata da una cultura diversa, inizia ad avere nostalgia di alcune tipicità della Gran Bretagna. “Non è facile avere una tazza di the quaggiù. Il mio assistente, Billy McKinley, ha comprato un bollitore in modo da poter berne un po’ dopo gli allenamenti. Non credo che tutti i miei giocatori sappiano cosa sia un bollitore, qui non se ne vedono molti. Io e Billy ci ritroviamo spesso a parlare di Walkers shortbread e di Irn-Bru”

Nostalgie alimentari, ma non certo sportive: con la sua Real Sociedad Moyes è al 13/o posto e si è tolto la soddisfazione di mettere in crisi le migliori squadre del campionato. La nuova avventura l’ha rivitalizzato più che mai: magari una bottiglia di Schotch ogni tanto potrà fargli riassaporare l’aria di casa.

 

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