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Santon

“Parole, parole, parole”, canzone cantata da Mina e Alberto Lupo, è un pezzo semplicemente perfetto per il periodo del calciomercato. Gli sprechi di promesse e sensazioni, infatti, sono spesso alla base di tale lasso di tempo invernale o estivo. La coerenza, si sa, non è mai stata il punto forte del calcio, e mai lo sarà. Alcuni esempi, però, sono piuttosto indicativi del perché, spesso, bisognerebbe pensare 100 volte prima di proferir parola.

Proprio recentemente abbiamo avuto sotto gli occhi il caso di Davide Santon: ex ragazzo prodigio lanciato nel grande calcio da José Mourinho, finì per andare via dall’Inter accasandosi al Newcastle. La delusione fu tanta, e l’ex terzino della Nazionale promise, causticamente, che all’Inter non sarebbe più tornato: “Io posso solo ringraziare i tifosi dell’Inter perchè con me sono sempre stati davvero splendidi. Ma non penso proprio di tornare mai all’Inter, aggiungendo inoltre che gli avrebbe fatto piacere andare al Milan. Anno 2012. Dopo 3 anni, Santon ritorna all’Inter nel mercato di Gennaio. Perché non siamo sorpresi? C’è da dire, a discolpa del ragazzo, che a quanto pare sarebbe stato quasi costretto ad accettare la destinazione (come rivelato dalla sua compagna). Certo è che, dopo appena 3 anni dalla fatidica dichiarazione, Santon si ritrova al punto di partenza.

Altro caso da ricordare nella nostra Serie A è quello di Angelo Ogbonna, difensore attualmente in forza alla Juventus: pilastro per anni del Torino, con il quale il centrale difensivo ha giocato 160 partite segnando 1 gol, dimostrò il suo grande attaccamento alla maglia giurando candidamente che non sarebbe mai stato un giocatore della Juve (“Io non giocherò mai in carriera nella Juventus. Il mio sogno è giocare in una big, ma non sarò mai bianconero). Per la cronaca, l’11 Luglio del 2013 Ogbonna passa alla Juventus per 13 milioni più 2 bonus. Ma forse sbagliamo noi.

Non mancano di certo i casi simili all’estero. Uno su tutti è finito sotto la nostra lente d’ingrandimento: quello di Cesc Fabregas. Diventato grande agli ordini di Wenger all’Arsenal, Cesc torna a Barcellona per coronare un sogno. Nel suo periodo blaugrana, il Nazionale spagnolo dichiarerà fermamente: “Once a Gunner, always a Gunner. Non farò come Torres, non andrò a giocare in un’altra squadra inglese!”. Ora ci pare di vederlo giocare con la maglia del Chelsea. Non avete anche voi una sensazione di dejavù?

Impossibile contestare tali scelte, o arrogarsi il diritto di poterlo fare. Ma a volte pare quasi che la magia non ci sia più. Più business che sport, un vero peccato. Come faceva quella canzone?: “Parole, soltanto parole, parole d’amor…”

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