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Vista la crisi del Borussia Dortmund, ultimo in classifica in Bundesliga e con un campionato vinto solo due anni fa, la curiosità ci spinge a dare un’occhiata agli almanacchi e parlare di alcuni esempi di retrocessioni illustri e clamorose nel corso degli ultimi anni.

La crisi nera del Borussia Dortmund, che ha portato alla contestazione dei tifosi nei confronti di giocatori e allenatore, non è nuova nel mondo del calcio e porta alla mente altre retrocessioni illustri avvenute nei campionati mondiali, di squadre che nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere nelle serie cadette.

Iniziamo a parlare di squadre retrocesse essendo campioni in carica. La prima squadra che salta alla mente è quella del Kjøbenhavns Boldklub, campione in carica per tre anni consecutivi del campionato danese, dal 1948 al 1950, retrocessa nel 1951. Un solo anno di purgatorio per la squadra della capitale, che, tornata nel massimo campionato, dopo un solo anno lo rivinse. Sempre in Germania, nel 1969, accadde la prima retrocessione di una squadra campione in carica; si trattava dell’ FC Norimberga, che smantellò la squadra per via della sazietà di vittorie da parte dei giocatori. Retrocessione e purgatorio nella serie cadetta. Venendo a tempi più recenti, fa pensare la retrocessione nel 2004 del Leeds United, che solo tre anni prima aveva raggiunto la semifinale di Champions League. La squadra inglese non riuscì più a risollevarsi ed anche ora si trova in Seconda Divisione, senza esser più riuscita a dar grosse soddisfazioni ai propri tifosi. Sempre durante questi anni si ricordano anche le retrocessioni di Fiorentina, Napoli e Juventus, dovute a questioni societarie e di fallimento, riuscite a rientrare poi, negli anni, nelle divisioni e posizioni di classifica che gli competono.

Nel 2011, sette anni dopo aver perso la finale di Champions League contro il Porto di Mourinho, anche l’AS Monaco retrocesse nella serie B francese. Dietro questa retrocessione c’era anche l’ombra di un possibile fallimento, rischio solo sfiorato grazie all’arrivo del magnate russo Dmitrij Rybolovlev, che, con l’acquisto di grandi giocatori riuscì a riportare in alto il Monaco. Tra le retrocessioni illustri di club extraeuropei si ricordano quelle dei New York Cosmos, che dopo l’era Pelè, Beckembauer e Chinaglia, riuscì a restare in vita fino al 1984. Dopo quell’anno non fu più iscritta a nessun campionato ed ora ricomincia la sua avventura dalla seconda lega statunitense, con occhi puntati su calciatori del campionati europei. Altra retrocessione illustre pochi anni fa fu quella del River Plate che, dopo essere stato l’unico club argentino ad essere nominato migliore squadra del mondo, nel 2011 retrocesse per la prima volta in 110 anni di storia.

Altri esempi di vittime illustri sono l’Atletico Madrid, retrocesso in Segunda divison nel 1999-2000 dove è rimasto poi per due anni; il Newcastle, sceso in Football League nel 2009 dopo 16 anni consecutivi in Premier League; il Deportivo La Coruna che, abbandonati i fasti vissuti ad inizio anni 2000, è retrocesso in seconda divisione nel 2011 e nel 2013; la Sampdoria nel 2011, dopo che in estate furono disputati i preliminari di Champions League contro il Werder Brema persi a causa di tanta sfortuna; poi il Lens, campione di Francia nel 1997/98 retrocesso in Ligue 2 dieci anni dopo in seguito ad annate incolori e tornato di nuovo nella massima serie la scorsa primavera, anche se ora la squadra sangue ed oro di proprietà del magnate azero Mammadov è stata dichiarata retrocessa d’ufficio al termine della Ligue 1 in corso per problemi amministrativi, ed in tal senso si prospetta una battaglia in tribunale.

Quest’anno può toccare al Borussia Dortmund?

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