SHARE

nld
Ci sono partite che non sono come le altre. Hanno un sapore particolare, nato da anni, anzi decenni, di battaglie sportive, schermaglie, cori, gioie e pianti. Ci sono partite che portano nell’aria qualcosa di unico, forse magico, che condizionano i tifosi per tutta la settimana precedente al match creando un groppo in gola degno delle prime cotte adolescenziali. Arsenal-Tottenham è una di queste; anzi, Arsenal-Tottenham è la capostitpite di queste.

102 ANNI DI DERBY Oggi, sabato 7 febbraio, a White Hart Lane Tottenham e Arsenal si incontreranno in una “rimpatriata” che dura da ben 102 anni anche se, a dire la verità, anche prima del 1913 i due club avevano giocato qualche incontro, per lo più amichevole. Secondo gli annali la prima partita tra le due formazioni si disputò nel 1897 quanto l’allora Royal Arsenal (poi diventato Woolwich Arsenal nel 1893) aveva casa nel quartiere di Woolwich, nel sud-est di Londra, e la rivalità tra le due formazioni non era ancora nata. Il primo approccio tra due club che non si sarebbero mai amati ebbe un epilogo unico, degno di una partita che non potrà mai essere come tutte le altre: la gara fu interrotta a 15 minuti dalla fine con gli Spurs in vantaggio per 2-1 per il sopraggiungere dell’oscurità.
La posizione isolata del quartier generale dei Gunners portò in quegli anni pochi introiti ed ancor meno tifosi al Manor Ground, eventi che crearono ingenti problemi finanziari all’Arsenal, culminati nella dichiarazione di bancarotta del 1910. La società fu così rilevata dal magnate Henry Norris che, nel 1913, decise il trasferimento ad Highbury, a nord di Londra. Il Tottenham, che dall’anno della sua fondazione nel 1882 sorgeva a meno di quattro miglia dalla nuova casa dei Gunners, non vide di buon occhio la decisione di Norris, sentendosi in qualche modo “invaso” dai nuovi arrivati.

DALLO SCANDALO DEL 1919 AL ST. TOTTERINGHAM’S DAY La famosa goccia che fa traboccare il vaso arriva però nel 1919 quando la First Division fu soggetta ad un allargamento, passando da 20 a 22 squadre. Dei due posti supplementari nella nuovo massimo campionato uno fu preso dal Chelsea, arrivato al 19/o e penultimo posto in classifica; per l’ultimo posto a disposizione si pensava così che a concorrere fossero il Tottenham, giunto 20/o, e il Barnsley, classificatosi 3/o nel torneo di seconda serie, con gli Spurs in netto vantaggio. Inaspettatamente, invece, fu lArsenal a spuntarla, nonostante  si fosse classificato solo al 6/o posto nella serie cadetta; molti sospettarono che il peso politico di Henry Norris contribuì significamente al voto in favore dei Gunners da parte della commissione atta a dirimere la questione, cosa che inasprì da lì in poi in maniera ancora più decisa il North London derby.
Nonostante durante la Seconda Guerra Mondiale il Tottenham abbia ospitato a White Hart Lane le gare dei Gunners, dato che il terreno su cui sorgeva Highbury era in tempi di guerra diventato un centro militare deputato alla difesa contro i raid aerei, la rivalità fra le due squadre non ha mai cessato di esistere, anzi col tempo si è addirittura inasprita. Uno degli esempi più folkloristici di questa continua guerra sportiva è stata l’istituzione, a partire dal 2002, della festività di St. Totteringham’s Day, giorno in cui i Gunners sono matematicamente certi che finiranno il campionato in corsa in una posizione superiore a quella degli Spurs.

COME CI ARRIVANO Due cenni, infine, al momento di forma attuale delle squadre di Wenger e Pochettino. I Gunners, attualmente al 5 posto in classifica con 42 punti conquistati in 23 gare, si presentano alla sfida con un vantaggio di 2 punti sugli Spurs. Nelle ultime tre gare di Premier gli uomini di Wenger hanno sempre conquistato l’intera posta in palio, superando sia i non irresistibili Stoke e Aston Villa sia riuscendo nell’impresa di sbancare l’Etihad, sconfiggendo a domicilio il Manchester City. Il ritorno dal lungo infortunio di Mesut Ozil ha sicuramente ridato verve ad una squadra che, in questo 2015, sembra aver ripreso fiducia nei propri mezzi.
Gli Spurs, invece, dopo aver iniziato ottimamente l’anno nuovo celebrandolo con il successo per 5-3 ai danni del Chelsea hanno dovuto inchinarsi al Crystal Palace anche se, nelle ultime due gare di Premier, sono arrivati due successi, su WBA e Sunderland. Gennaio è stato però amaro per il Tottenham, eliminato dalla FA Cup al quarto turno per mano del Leicester, ultimissimo in Premier. Del resto è stato lo specchio della stagione in chiaroscuro sin qui disputata dagli Spurs: le luci provocate dall’esplosione di Harry Kane, sempre più convincente al centro dell’attacco, e dalla classe di Eriksen in certe occasioni non riescono a colmare il buio causato dai vuoti di concentrazione di una squadra che, se riuscisse a trovare equilibrio, potrebbe togliersi parecchie soddisfazioni.

Tra poche ore, come da 102 anni a questa parte, Tottenham e Arsenal si sfideraanno per la conquista del nord di Londra. Lo spirito è quello che li ha accompagnati per oltre un secolo di sfide. Quello della battaglia.

SHARE