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real madrid

Il derby di Madrid non rappresenta solo una partita di calcio, ma è un evento che dura tutto l’anno.

Il “clasico” tra Real Madrid e Atletico Madrid ritrae in modo particolare le varie identità che vivono all’interno della comunità madrilena: da una parte ci sono i tifosi dei “blancos“che vivono nella zona nord della capitale spagnola rappresentando così la zona ricca e agiata, mentre i “colchoneros”  (le strisce dei materassi rosse e bianche come la maglietta dell’Atletico) abitano nei quartieri popolari della città, in prossimità del rio Manzanares.

I tifosi delle “merengues” (le meringhe bianche) sono freddi, esigenti e distaccati rappresentando così l’opposto dei tifosi passionali “rojiblancos”: è una sfida nella sfida. Non è una semplice partita di calcio. Il derby di Madrid possiede un significato più profondo: nel 1996 l’Atletico si aggiudicò Liga e Copa del Rey ma i tifosi non riuscirono a digerire la doppia sconfitta nel derby. Questo sta proprio ad indicare che questa partita non può essere paragonata alle altre: solo chi vive a Madrid, capisce la vera essenza.

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Il lontano 24 febbraio 1929 segnò l’inizio ufficiale della rivalità tra Real Madrid e Atletico Madrid, per la prima volta avversari nel campionato spagnolo. Nello stadio di Chamartin vinsero i padroni di casa con il risultato di 2-1 con una doppietta di Triana, mentre l’unico gol dei “colchoneros” fu messo a segno da Marin. Da quel giorno inizia un lungo processo di sofferenza dei tifosi dell’Atletico nei confronti dei rivali, che iniziavano a dominare in Spagna e non solo.  Ma il primo vero duello tra le due squadre avvenne il 2 dicembre 1906, match valido per il Campionato Regionale Centro, con la vittoria del Real Madrid per 2-1.

atletico madrid

Il Real Madrid ha sempre dominato nei derby madrileni: nella stagione 1951-52 le “merengue” vinsero per 2-1 in casa e da quella partita rifilarono 8 vittorie consecutive, che terminarono nel 1956. Un altro periodo positivo per il Real inizia nel 1994, quando vinsero 7 derby consecutivi, ne pareggiarono 2 fino al 1999 quando l’Atletico tornò a vincerlo.

Real Madrid 1-3 Atlético Madrid (1-0 Morientes, 1-1 Hasselbaink, 1-2 Jose Mari, 1-3 Hasselbaink)

Real Madrid: Bizarri, Salgado, Ivan, J. Cesar, R. Carlos, Seedorf, I. Helguera (Eto´o, m.70), Redondo (Karembeu, m.61), Guti (Casillas, m.51), Raul, Morientes. Allenatore: John B. Toshack.

Atlético Madrid: Molina, Gaspar, Gamarra, Chamot, Aguilera (Valerón, m.63), Bejbl, Barajas, Capdevila, Solari, Jose Mari (Correa, m.79), Hasselbaink (Paunovic, m.89). Allenatore: Claudio Ranieri.

Il “Derby di Madrid” viene considerata, inoltre, una partita ad alto rischio a causa degli storici ultras delle due squadre: da una parte gli “Ultra Sur”, dall’altra i “Frente Atletico”. Al Santiago Bernabeu i famosi mosaici dei tifosi del Real Madrid sono diventati celebri in tutta Europa: gli “Ultras Sur” non hanno mai avuto una buon rapporto con quelli del “Frente”. La coreografia che colpì, più delle altre, l’orgoglio dei “colchoneros” è la seguente: “Se busca rival digno para derby decente” (Si cerca un avversario degno per un derby decente).

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Ci sono stati tanti casi di giocatori che hanno vestito entrambe le maglie: il caso più conosciuto è quello del messicano Hugo Sanchez, che arrivò nel 1981 all’Atletico Madrid, prima di passare dopo quattro anni al Real Madrid. Nell’ultima stagione come “colchonero” diventò capocannoniere. Il suo arrivo al Real Madrid causò molte polemiche in Spagna e in sette stagioni vinse quattro “Pichichi” (capocannoniere): attualmente è il sesto goleador della storia delle “merengues”.

Il derby di Madrid ha una storia incredibile, non può essere considerata “solo” una partita di futbol.

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