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icardi

Mauro Icardi è il protagonista dell’ultimo numero di SportWeek, supplemento del sabato de “La Gazzetta dello Sport”. L’attaccante dell’Inter tocca numerosi temi parlando a ruota libera di calcio e di tante altre cose.

A ME PIACE COSI’ – Icardi ha detto: “Ammetto di essere un pò tamarro, anche il mio procuratore me lo ripete sempre. A me però piace essere così, piace essere me stesso e piace la vita che ho scelto. Ho quattro figli e sono responsabile per loro, anche se i miei soldi li spendo in macchine ed orologi. Possiedo una Lamborghini bianca alla quale vorrei cambiare colore, una Rolls Royce ed un Hammer color oro ai quali cambierò del tutto gli interni. Io bad boy? Non mi interessa, ci sta che noi calciatori sbrocchiamo per l’adrenalina di una partita, vai fuori di testa proprio perché hai perso 3-1 e sei furioso per questo. So anche che un calciatore viene preso come modello di comportamento, ma anche i calciatori sono persone ed ogni tanto sbagliano”.

NON SEGUO IL CALCIO – “Mi diverto a giocare a calcio – confessa Icardi – ma per me è uno sport e basta, quando sono a casa non guardo le partite e non so niente di cosa avviene nell’ambiente. Non seguo la Serie A, non so che ha fatto il Milan domenica scorsa o chi è arrivato in semifinale di Coppa Italia. Chi è il portiere del Chelsea? Ah, quello si che lo conosco, mica sono scemo. E sono stato sempre così fin da ragazzino. Al Barcellona vivevo praticamente appiccicato allo stadio ed invece di guardare la prima squadra me ne stavo in camera mia a vedere film. Non sono l’unico che fa così, a molti giocatori non importa niente del calcio e non lo seguono”.

UOMO DA SEMPRE – Icardi tocca anche la propria sfera personale: “Wanda dice che sono un quarantenne intrappolato nel corpo di un ventenne e ha ragione, è stato sempre così. Già a 10 anni sapevo di essere molto più maturo rispetto alla mia età, anche le madri dei miei amici me lo dicevano, ed il merito è tutto della mia mamma, la quale mi ha fatto capire esperienza dopo esperienza che la vita è difficile e non è come a Disneyland. Mi obbligava a studiare ed io obbedivo in silenzio, avevo 9 e 10 in ogni materia, poi quando ha divorziato da mio padre non me ne è importato niente, ero già grande e giocavo alla Sampdoria; parlavo con l’una, parlavo con l’altro e niente. Per l’ultimo trasloco ho pensato a tutto io: imballare, scaricare, montare i mobili…Wanda mi chiama Manny Tuttofare’ come il cartone animato”. 

RAPPORTI CON GLI ALTRI “In sala parto ho chiesto all’ostetrica se mi faceva mettere un punto di sutura alla ferita, ma non è stato possibile perché Wanda voleva che le stessi vicinissimo e non mi ha mollato un secondo. Non mi capita mai di provare invidia per un compagno senza obblighi famigliari. Maxi Lopez? Telefona tutti i giorni, leggiamo il suo nome sul telefono e lo passiamo direttamente ai figli. Maradona ha detto che non avrei dovuto giocare la partita della pace? Non mi ha ferito, mi sono fatto una risata e ci sono andato lo stesso”. 

PENSATE A VOI – Icardi chiude con uno sfogo: “Alla gente che commenta e sparla dico prima di tutto di farsi gli affari suoi visto che nessuno è pulito al 100%, perciò che gli altri pensino alla propria vita. La mia ambizione è fare bene nel calcio, avere una bella famiglia ed una vita tranquilla e felice: non è felice chi ascolta sempre gli altri, io non dò retta a nessuno ed infatti sono felicissimo”.

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