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manolo

Il mercato del Napoli si è sostanzialmente chiuso prima che cominciasse, acquistando però due pedine fondamentali che sono state finora tra i principali protagonisti del girone di ritorno dei partenopei. Mercato, dunque, da promuovere? Eppure c’è qualcuno che continua a storcere il naso. E’ innegabile che questa squadra abbia ancora dei palesi punti deboli che neanche in questa sessione sono stati risolti: il centrocampo rimane il meno forte tra le squadre di testa e in difesa continuano ad esserci svarioni che rischiano di compromettere partite già in ghiaccio. Mercato, dunque, da bocciare? Andiamo ad approfondire la questione cercando di fare chiarezza sui motivi di questo calciomercato mirato anche se non onnicomprensivo.

MOSSE AZZECCATE – Partiamo con il mercato che effettivamente c’è stato. La rosa del Napoli aveva due evidenti buchi: il primo in difesa, con la fascia sinistra completamente spoglia, più volte presidiata impropriamente da Britos per via dell’infortunio di Zuniga e la partenza di Ghoulam per la Coppa d’Africa; il secondo sulla trequarti, con Callejon privo di un sostituto, Michu praticamente mai visto ed un Insigne fuori per un bruttissimo infortunio. Sono arrivati due giocatori che, non ci stancheremo mai di dirlo, per rapporto qualità/prezzo sono quanto di meglio si poteva chiedere: Strinic (costo zero) è un terzino solido, forte in difesa ma contemporaneamente in grado di dare una grossa mano sia in impostazione che in fase offensiva; Gabbiadini (circa 13 milioni) è uno dei giovani italiani più promettenti del nostro campionato, capace di fare gol, di giocare la palla e sacrificarsi in fase difensiva. Anche i più dubbiosi, che all’inizio si lamentavano di un giocatore sconosciuto e di uno scarto della Juventus, sembrano essersi convinti dopo le pregevoli prestazioni, a dimostrazione tra le altre cose di una grande intelligenza dei due calciatori nel sapersi ambientare in fretta in un sistema ben rodato. Insomma, anche chi aveva bisogno di vedere prima di credere è stato accontentato e Bigon ha portato a casa due giocatori funzionali non soltanto al Napoli di oggi, ma anche a quello del futuro.

TALLONE D’ACHILLE – La ricerca di equilibri difensivi ha portato Benitez ad affidarsi nelle ultime partite alla coppia di centrocampo David Lopez/Gargano, riuscendo ad ottenere maggiore intensità in mediana perdendo però inevitabilmente in qualità. Inler e Jorginho, titolari lo scorso anno, hanno perso posizioni e, quando chiamati in causa, non hanno entusiasmato. In difesa la coppia titolare Albiol/ Koulibaly rappresenta un continuo punto interrogativo: quando sono in giornata, non si passa (vedi il match con la Lazio), quando invece anche solo uno dei due non è in forma, si balla. Albiol non ha la continuità di rendimento dello scorso anno, pur non avendo perso le qualità nella gestione del pallone; Koulibaly sembra a sua volta condizionato dagli alti e bassi del compagno di reparto, peccando forse di inesperienza e commettendo errori dovuti alla poca tranquillità. Le riserve, senza fare giri di parole, non sono all’altezza ed un acquisto in questo ruolo sarebbe davvero utile. Servono dunque giocatori in entrambi i ruoli, ma gli acquisti al Napoli devono seguire determinati parametri e, soprattutto, assicurare un salto di qualità.

QUESTIONE DI EQUILIBRIO – Al netto dei bisogni del Napoli nei suddetti ruoli, era pressoché impossibile andare ad intervenire in questa sessione senza che si manifestassero determinate condizioni. La politica degli azzurri negli ultimi anni è non solo di controllo per quanto riguarda il monte ingaggi, ma anche circa il numero dei giocatori che compongono la rosa. Il numero contenuto di giocatori, anche se non ai livelli del Napoli di Mazzarri, permette all’allenatore di utilizzare più o meno regolarmente tutti gli elementi, eliminando problemi di malcontento, favorendo una sana competitività per il ruolo di titolare e stimolando così i singoli a lavorare sempre per il meglio. In un’ottica del genere, acquistare giocatori senza prima cederne altri nello stesso ruolo andrebbe inevitabilmente a rompere questo schema, facendo ritrovare ad esempio un giocatore come Inler, ben pagato e tra i leader dello spogliatoio, come quinto di centrocampo. L’armonia morale ed economica della squadra andrebbe quindi a saltare, il tutto per un acquisto si necessario, ma che scavalcherebbe l’ordine abilmente costruito. Ma poi, che tipo di giocatore servirebbe?

IL GRANDE SALTO – In difesa servirebbe un giocatore rapido, giovane, ma con una discreta esperienza tale da potersi integrare alla perfezione sia con Albiol che Koulibaly, migliorando la solidità difensiva e contemporaneamente diminuendo la frequenza delle disattenzioni. A centrocampo il profilo ricercato è abbastanza chiaro: serve un giocatore capace di interdire ma allo stesso modo in grado di impostare l’azione, abbinando dinamismo, qualità ed intensità. L’età rimane un parametro fondamentale e giocatori come Gonalons e Kramer, acquisti saltati per volontà dei singoli, danno un’idea di ciò che intende Benitez per l’interpretazione del ruolo. Quindi? Al momento sul mercato non esistono giocatori in grado di migliorare la rosa del Napoli: quelli bravi non sono sul mercato, quelli che lo sono non hanno un prezzo affrontabile in questa sessione. Si sono fatti nomi, specialmente a centrocampo, che sembrano abbordabili: Allan, Barreto e Valdifiori (per dire tre nomi) non sono pedine difficilmente acquistabili. Ma sono nomi che assicurano un salto di qualità? Assolutamente no. Lo stesso Jorginho, superiore a quelli nominati e come loro ottimo in una squadra medio-bassa, ha dimostrato difficoltà nel balzo di categoria, finendo sovrastato da giocatori meno validi qualitativamente ma con maggiore esperienza e mentalità. In tanti si lamentano dell’acquisto di Nastasic da parte dello Schalke: e il Napoli dorme? Ricordiamo che l’ex Fiorentina è stato acquistato in prestito con diritto di riscatto a 15 milioni, non pochi per un difensore e soprattutto soldi non impiegati subito. Il Napoli ha dimostrato di voler chiudere subito i suoi acquisti, limitare al massimo i pagamenti posticipati e tenere sotto controllo squadra e bilancio. Morale della favola? Senza uscite era impossibile acquistare, ed anche se fosse stato possibile era difficile prendere giocatori in grado di aumentare il potenziale di questa squadra.

In poche parole: cari napoletani, gioite per i due acquisti fatti e, per il momento, tollerate i vari Gargano ed Henrique. La società si sta muovendo bene e, soprattutto, dimostra di avere le idee chiarissime. Dopo lo stallo estivo causato principalmente dall’inaspettata uscita dalla Champions, ha saputo rimediare e progredire man mano con i tempi giusti. Le basi ora ci sono ed in estate siamo certi che, specialmente se arriverà l’Europa che conta, la società non mancherà l’occasione di cimentarsi in questo grande balzo ormai da tutti atteso.

 

 

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