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di Michele Stefanelli

HURACAN (ARG) 0 – ALIANZA LIMA (PER) 0 (ANDATA 4-0)

“Hurrà…can!”. Dopo 41 anni l’Huracan ritorna in Copa Libertadores: il “Globo” ha realizzato il suo sogno. Obiettivo raggiunto grazie al pareggio casalingo finito zero a zero contro i peruviani dell’Alianza Lima, dopo il trionfo esterno per 4 a 0 dell’andata. Clima di grande festa al “Tomas Adulfo Duco’ “, il “Palacio” di Buenos Aires, dove il “Globo” di Nestor Apuzzo ha portato a casa un pareggio senza reti si, ma anche senza grandi patimenti. Superiorità dell’andata ribadita anche tra le mura amiche, solito gioco propositivo e spettacolare dell’Huracan con i quattro moschettieri davanti (Torassa, Toranzo, Romero Gamarra e Abila) a far divertire i tifosi biancorossi. Primo tempo controllato dagli argentini che hanno avuto anche buone occasioni per andare in gol con il difensore Dominguez, con Torassa e con il solito imprendibile Abila. Qualche buona giocata anche dei peruviani, pericolosi con l’attaccante armeno Guevgeozian, uno dei pochi a salvarsi nel computo delle due partite disputate dall’Alianza. Alianza che ha provato in tutti i modi a impensierire l’Huracan, a volte anche con troppa grinta e comportamenti non regolamentari, falli e provocazioni. Partita dai toni accesi ma anche con molte occasioni da entrambe le parti, sette verso la porta avversaria per l’Huracan e cinque per l’Alianza. Da ricordare, al minuto 83, la spettacolare “chilena” con la quale “Wanchope” Abila ha costretto il bravo Forsyth alla respinta a lato, chiudendo così due partite meravigliose da parte del numero nove argentino. Huracan che passa così alla fase a gironi, più precisamente nel girone 3, dove dovrà giocarsi le proprie chances contro i brasiliani del Cruzeiro, i venezuelani del Mineros de Guayana e i boliviani dell’Universidad de Sucre.
THE STRONGEST (BOL) 2 – MONARCAS MORELIA (MES) 0 (ANDATA 1-1)
Una doppietta segnata nell’arco di soli due minuti e a soli quattro minuti dalla fine. I boliviani del The Strongest trovano il loro eroe di serata, il numero dieci Pablo Escobar, paraguaiano naturalizzato, che ha regalato alla propria squadra la qualificazione al girone 4 della Libertadores, dove l’aspettavano già gli ecuadoregni dell’Emelec, i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre e i cileni dell’Universidad. Un girone di ferro per “El tigre di Achumani” che ha sicuramente meritato la qualificazione nell’arco delle due gare, soprattutto dopo aver portato a casa un buon pareggio esterno in Messico. A La Paz il clima sempre molto ostile per tutte le squadre ospiti ha danneggiato molto il Monarcas, soprattutto dopo la pioggia torrenziale che si è abbattuta sullo stadio “Rafael Mendoza Castellon” nel secondo tempo. Partita molto bloccata ed equilibrata con poche occasioni da sottolineare. Al terzo una bomba al volo di Palacios per i messicani sugli sviluppi di una corta respinta da calcio d’angolo con la grande deviazione di Vaca, un mancino di Cristaldo per i boliviani da fuori area parato in due tempi dal portiere messicano Rodriguez ed ancora, subito dopo, un siluro da trenta metri del solito Cristaldo che ha sfiorato il sette, finendo esterno. Al minuto 23, una punizione centrale dal vertice destro dell’eroe della serata Escobar, allontanata in uscita a pugni chiusi, dal portiere ospite. Nel secondo tempo un tiro pericoloso dell’argentino Cejas per il Monarcas che si è spento sulla traversa e niente di più, fino a quando il mancino chirurgico di Escobar si è rivelato l’arma vincente per le “tigri boliviane”.

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