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Eusebio Di Francesco è uno dei tecnici più in vista del momento, il rendimento del suo Sassuolo e lui, ex attaccante giallorosso, ha molti meriti dello stato di forma dei neroverdi, senza contare poi i connotati tattici della sua squadra, quel 4-3-3 propenso al gioco e all’offensività, stanno diventando i suoi marchi di fabbrica.

INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA Queste le parole di Di Francesco al Corriere della Sera “Non ho deciso subito di fare l’allenatore, dopo aver smesso di giocare ho gestito uno stabilimento balneare. Per disintossicarmi un po’ e capire cosa volevo fare da grande. Sì, mi sento un uomo di mare. Mi trasmette serenità, spensieratezza, libertà. Mi è sempre piaciuto anche d’inverno” Ha continuato poi lo stesso Di Francesco passando ai temi calcistici “Cosa conta di più nel mio mestiere? Il rispetto. Ma vale anche nella vita di tutti i giorni. I giocatori bisogna capirli, non solo bastonarli. Bisogna entrare nel loro mondo, con delicatezza e competenza. Senza dire ‘ai miei tempi era così’, perché il mondo è cambiato. Se mi ispiro a Zeman? La gestione del gruppo è tutta mia e nasce dal mio modo di essere. Ma sul campo gli ho rubato qualcosina, perché insegnava calcio e gioco offensivo. Si dice che Zeman ha vinto poco, ma lui ha vinto tante volte, facendo maturare i giocatori e formandoli” Una battuta sul Sassuolo “Il mio Sassuolo avrebbe meritato qualche punto in più per quello che ha espresso. Voci di mercato destabilizzanti? Per me no, anzi è il contrario. Ho un grande senso di appartenenza a questa società. Siamo cresciuti insieme e mi sento a mio agio qui. Tutto il resto fa piacere, significa che stiamo facendo qualcosa di buono. Ed è uno stimolo in più. Sono uno che urla solo se serve. Urlare per non dire nulla non lo concepisco. Mi dava fastidio da calciatore e anche adesso”.

Sui singoli Verratti, Berardi e Zaza, chi mi ha fatto dannare di più? Zaza: caratterialmente è il più difficile e anche come giocatore era il più anarchico. Anche Berardi è particolare, ma basta prenderlo con calma. Verratti è un ragazzo squisito che ha completato con Zeman la crescita iniziata con me” Chiosa sul prossimo avversario, la Fiorentina di Montella “Se la Fiorentina è una grande? Sì. Dopodomani sarà una bella gara, tra due squadre che vogliono i 3 punti”.

 

Stefano Mastini

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