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Fernando Torres, Riccardo Saponara, M’Baye Niang: questi i primi tre nomi della campagna cessioni del Milan, che assieme ai giovani Boateng e Oduamadi ha lasciato partire una bella fetta del precedente progetto tecnico per puntare sui nomi freschi di Cerci, Destro e Suso (uno che, con tutto il rispetto, c’è ancora da capire cosa abbia in più di Saponara). Tutti e tre, chiusi dal progetto tecnico vedendo il campo poco (Niang) o niente (Saponara), oppure bocciati per preferire un falso nueve (Torres), hanno trovato la felicità in altri lidi. Poca lungimiranza del Milan o un problema strutturale, con un centrocampo così poco qualitativo che ha grandi difficoltà ad innescare giocatori bravi a dialogare coi compagni (vedi anche alla voce El Shaarawy) affidandosi a solisti che possono risolverti la partita solo se sono in serata come Menez e Cerci?

FERNANDO TORRES Partiamo dalla cessione più clamorosa: arrivato ad agosto con il carico di speranze e aspettative che solamente uno che ha vinto Coppa del Mondo e Champions League può portare, è caduto vittima della maledizione del numero 9 rossonero, collezionando la miseria di una rete. Ritorno all’Atletico e scocca subito la scintilla: 8 presenze, molte da subentrato, e 3 reti, due al Real Madrid e una al Barcellona. El Niño magari non conquisterà una maglia da titolare con l’ingombrante presenza dell’ariete Mario Mandzukic, ma resta una validissima alternativa: ha dimostrato a chi lo dava per finito che quando i palloni arrivano lui c’è.

RICCARDO SAPONARA Acquistato per rinfoltire la linea verde del Milan, il trequartista ha girovagato per tutto il campo trovando pochissimo spazio: solamente una presenza quest’anno, nella debacle interna contro il Palermo e giocando da mezzala prima e da mediano nel 4-2-3-1 poi. Trasferimento all’Empoli in prestito, due partite ed è subito magia per il ragazzo di Forlì: in gol su rigore contro l’Udinese, rigore procurato contro la Roma (poi trasformato da Maccarone) e galloni da titolare.

M’BAYE NIANG Arrivato anche lui per ringiovanire la rosa ha trovato pochissimo spazio: l’anno scorso in prestito al Montpellier, quest’anno al Genoa. Complice l’infortunio con successiva partenza di Matri e la precaria condizione fisica di Borriello, che non gioca da troppo tempo, l’attaccante francese di origini senegalesi ha subito trovato la sua dimensione nel 3-4-3 di Gasperini: ultime due partite da incorniciare da esterno con Perotti falso nueve, il punto più alto la partita di lunedì contro la Lazio dove ha procurato rigore ed espulsione per un incauto Marchetti.

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