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Donnarumma-Lapadula

Una stagione così a Teramo non se l’aspettava nemmeno il più ottimista dei tifosi. 44 punti in 24 giornate, secondo posto in classifica nel girone B di Lega Pro (appena tre lunghezze dietro l’Ascoli di Petrone) e il sogno di una promozione in B che si fa, giornata dopo giornata, sempre più concreto.

Niente male per una società che nel 2009 disputava il campionato di Promozione abruzzese dopo il fallimento occorso l’anno prima nel giorno del suo 95° compleanno. Proprio quell’annata rappresenta il momento chiave, dal quale sono cominciate le fortune della squadra abruzzese. Nella stagione 2008/09, infatti, il club viene rilevato dall’ambizioso imprenditore del dolciario Luciano Campitelli, al vertice del gruppo industriale “Sapori Veri”, azienda con 150 dipendenti e un fatturato annuo che si aggira attorno ai 20 milioni di euro. Promozione, Eccellenza, Serie D e nel 2012 il Teramo è già in Seconda Divisione e non sfigura, anzi. Finale play-off persa contro L’Aquila al primo anno, terzo posto e accesso alla C unica al termine del secondo. L’estate scorsa, per la prima volta, gli abruzzesi vanno in ritiro in Trentino (a Folgarida), proprio come le grandi. E, proprio come una grande, il Teramo impatta nell’amichevole contro il Torino: finisce 1-1, a segno per il Diavolo va Donnarumma che si è ripetuto sin qui altre 12 volte. La sua straordinaria intesa con Gianluca Lapadula (10 gol) ha permesso al Teramo di scalare una posizione dopo l’altra, riscattare lo stentato inizio di stagione (2 sconfitte nei primi due turni) e accarezzare il sogno di una promozione in cadetteria ormai non più velato.

LA COPPIA D’ORO- Donnarumma-Lapadula, dunque. Entrambi classe ’90, entrambi arrivati al Teramo per rilanciarsi. Ventidue centri dei 33 totali della squadra teramana portano la loro firma. Alfredo Donnarumma da Torre Annunziata muove i suoi primi passi a Gubbio e Lanciano, ma i primi gol li realizza in Lombardia. È l’ottima annata 2012/13 a Como (14 gol in 30 partite) ad aprirgli le porte della B con il Cittadella. Il salto in cadetteria è più difficile del previsto e i tre gol in venti presenze non gli bastano per ottenere la riconferma. Tornato al Pescara (attuale club in possesso del cartellino del giocatore), il giocatore viene mandato in prestito a Teramo e comincia a segnare a raffica, prenotando un futuro in categorie maggiori. Simile la storia Gianluca Lapadula, nato a Torino 25 anni fa ed esploso nel 2011/12 a San Marino sotto la guida dell’attuale tecnico dei rivali ascolani Mario Petrone. Ventiquattro gol in 35 partite con i titani e anche per lui arriva la chiamata in B, del Cesena, ma gli infortuni lo tartassano e raccoglie appena 9 presenze. La scorsa stagione riparte dalla A slovena nel Nova Gorica, realizza 10 gol in 27 partite, mandando spesso in rete anche il suo compagno di reparto Massimo Coda (oggi al Parma) e raggiunge l’Abruzzo per dimostrare che i guai sono alle spalle. Percorsi simili e stessa voglia di affermarsi in quel grande calcio solo assaggiato in passato. L’identica fame che ha il giovane Teramo di Vivarini, squadra che non smette di sognare grazie ai centri della coppia del gol Donnarumma-Lapadula.

 

 

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