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Fare gol, senza esultare: ecco la nuova moda del momento. In pochi giorni, due casi simili, che hanno riportato alla luce la questione della mancata esultanza dopo aver realizzato quanto di più bello ci sia nel mondo del calcio, un gol appunto. Mauro Icardi prima, Mario Balotelli poi. Due bomber, ma soprattutto due giovani ragazzi cresciuti forse un pò troppo in fretta, accomunati dallo stesso modo di (non) esultare e godere assieme ai tifosi delle rispettive prodezze.

In Italia vige da anni la regole non scritta che vuole massimo rispetto nei confronti dei propri ex tifosi; realizzare una rete e non esultare, reprimendo di colpo tutte le emozioni che un gol può generare. Credevamo di aver visto tutto, evidentemente ci sbagliavamo. “La mancata esultanza? Ne ho parlato con il mio procuratore e abbiamo scelto di fare così, vediamo nelle prossime partite“. Le parole pronunciate da Icardi, segnano ufficialmente l’inizio di una nuova era: decidere preventivamente di non esultare, per ottenere ciò che più interessa. Nel caso del centravanti dell’Inter, il rinnovo del contratto, le cui trattative sembrano essersi arenate da tempo a causa di diverse vedute sulla gestione dei diritti d’immagine. Dopo le polemiche seguite alla sceneggiata sotto la curva nella gara persa a Sassuolo, tutti pensavano che dietro il malumore di Icardi, ci fossero appunto le tensioni accumulate in una settimana difficile e che i destinatari della sua mancata esultanza, fossero i tifosi. Niente di tutto ciò, a quanto pare; la strategia del suo entourage è evidentemente quella di mettere spalle al muro la società, per strappare un rinnovo coi fiocchi e allontanare le attenzioni dei maggiori club europei che da tempo seguono gli sviluppi della situazione.

Subito ripreso da Roberto Mancini nel dopo gara, ” Icardi è bravo, ma per me dopo un gol bisognerebbe sempre esultare“, Maurito sembra però voler tirare dritto per la propria strada, anche se ammette tra le righe, che esultare un pò gli manca già, e non potrebbe essere altrimenti. Il diktat del suo procuratore, riuscirà a placare le future esultanze di Icardi, vice capocannoniere della serie A e sempre più bomber di razza in area di rigore? Le occasioni, certamente, non mancheranno e di qui fino a fine stagione, scopriremo se questa innovativa strategia, sarà risultata vincente o meno; resta il fatto che, mai fino ad ora, era capitato di assistere a una cosa del genere. Si dirà, le nuove e singolari frontiere del mercato…

Esultanza è un nome che cozza da sempre col modo di essere di un altro attaccante abituato a far discutere; Mario Balotelli in pochissime occasioni ha festeggiato le sue reti nel modo in cui andrebbe fatto, figurarsi quando, tre giorni fa, con il suo primo stagionale in Premier League con la maglia del Liverpool ha steso il Tottenham al termine di un match infinito e spettacolare. Freddo e apparentemente distaccato come sempre, neanche l’adrenalina del momento è riuscita a scioglierlo in quella che sarebbe stata un’esultanza memorabile davanti al pubblico di Anfield Road in visibilio e finalmente spettatore di un suo gol, per giunta decisivo. Sguardo truce, capo chino, mentre i compagni lo sommergevano in un abbraccio dai mille significati. Sono stati mesi difficili per Mario gli ultimi vissuti in maglia Reds, tra diversi infortuni e la difficoltà a entrare a pieno negli schemi di Brendan Rodgers; eppure non è bastato nemmeno aver accumulato in silenzio critiche e giudizi durissimi, per scatenare i meritati festeggiamenti. Ma, come detto, Balotelli che non esulta non è una sorpresa, non fa quasi più notizia; tranquilli, Mino Raiola non c’entra nulla in questa vicenda, non è lui il regista occulto, come nel caso di Icardi, anche perchè l’estate scorsa era già riuscito a strappare alla dirigenza del Liverpool un ricco contratto per il suo assistito.

Giovani e forti, una miniera d’oro per gli agenti che ne curano gli interessi e che, questa è la novità, sono abilissimi nel creare situazioni ad hoc pur di raggiungere i propri scopi. E, mentre il mercato si arricchisce di una nuova e sconosciuta strategia, ci chiediamo cosa ne sarà della vera essenza del calcio, in cui gioire per un gol non è più la cosa spontanea e più bella che ci sia. Due settimane fa, Fabio Quagliarella, aveva realizzato una tripletta alla Sampdoria, sua ex squadra, senza mai lasciarsi andare e contenendo la sua gioia, limitandosi a sorridere e salutare i famigliari presenti in tribuna. Pensavamo di aver visto abbastanza, ma evidentemente ci sbagliavamo.

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