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Ogni stagione è storia a sé, all’inizio ognuno si attende sempre qualcosa in più e si finisce per pontificare questo e quello sperando che il tutto vada da sé, nel mezzo c’è anche il tempo per prendere le dovute distanze da risultati non proprio appropriati, i cosidetti stop, sperando di non finire ad utilizzare termini quali “altalenante”, “continuità” e chi più ne ha più ne metta. La Fiorentina, finalmente, dopo una prima parte di stagione in cui i risultati hanno stentato ad arrivare con una certa cadenza, sta lentamente ritrovando la sua verve, è bastata una buona serie positiva e qualche ritorno pesante (Gomez su tutti)a rinsaldare uno spogliatoio da sempre attanagliato da infortuni importanti e bagarre sui rinnovi, roba da tira e molla. Adesso però bisogna fare sul serio, la stagione 2014/15 entra infatti nel vivo, in ballo ci sono Serie A, Europa League e Tim Cup, vero tavolo imbandito solo lievemente “annusato” nell’aperitivo durato da settembre a Natale.

MOMENTO FIORENTINA In prima battuta c’è il Sassuolo, i neroverdi del preparato Di Francesco, una squadra che nei movimenti e nell’intensità di gioco ricorda i viola, per una trasferta da non sottovalutare che mette in palio 3 punti importanti in ottica europea. Montella ha già pensato al turnover, la vera arma in più di un Fiorentina che a gennaio si è riscoperta più attrezzata, seppur privata, per assurdo, del suo uomo migliore (Cuadrado) sacrificato sull’altare del bilancio e del calciomercato. Ecco allora che l’occhio si rivolge altrove, esattamente oltremanica, White Hart Lane per essere precisi, per un incontro europeo tutt’altro che noioso contro il Tottenham. Il momento Fiorentina non può prescindere dal guardare in prospettiva, motivo per cui bisognerà saper coinvolgere più giocatori possibili al fine di centellinare le forze di un gruppo cementificato dal ritorno ai Campini di Giuseppe Rossi. Il tecnico gigliato ha spiegato bene oggi come nella testa della Fiorentina ci debba essere il Sassuolo “E’ importante il campionato in questo momento” e dopo ha parlato di modulo “3-5-2 dispendioso” potrebbe non essere un caso vedere i viola schierati a specchio rispetto ai neroverdi al Mapei Stadium, con un tridente tutto da ammirare e studiare formato da DiamantiBabacarSalah, sebbene eventuali staffette potrebbero non essere escluse; ipotizzabili anche altri avvicendamenti, magari dietro, con Marcos Alonso e Micah Richards pronti a mettere a disposizione della squadra la loro fisicità, discorso differente per la mediana, dove potrebbe essere riproposto Badelj, con Pizarro pronto al subentro, supportato nel gioco dal solito duo formato da Borja Valero e Mati Fernandez.

PARTITO LO SPRINT Riprendiamo allora dall’inizio, perchè lo sprint è ufficialmente partito e adesso ogni risultato conta di più, è vietato sbagliare, soprattutto vietato “rimpiangere”, negli ultimi anni la Fiorentina si è sempre ritrovata in fondo alla stagione a guardarsi indietro con dispiacere, come se, sul più bello, qualcosa fosse mancato, non solo fisicamente ma anche, e soprattutto, psicologicamente, quasi la formazione viola non fosse abbastanza matura o cattiva per strappare il risultato perfetto a fronte di tanto impegno, è capitato a Firenze in EL contro la Juventus, si è ripetuto a Roma contro il Napoli, con l’errore di Ilicic lanciato a rete. Insomma un briciolo di fortuna e coraggio, anche perchè la prima la si deve “corteggiare” a dovere, ma per fare ciò bisogna avere la forza di credere ciecamente in se stessi, onde evitare “figurette”. Starà a Montella trovare la “quadra”, magari donando finalmente ai suoi uomini quel carattere che è sembrato mancare per larghi tratti della stagione attuale e passata, a quel punto si parlerebbe di vera identità e, magari, non si finirebbe più a parlare di “punti persi” e/o “rimpianti”.

 

Stefano Mastini

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