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Bee Taechaubol

Sembra muoversi qualcosa nell’universo Milan, con le novità che arrivano al di fuori del continente europeo: il magnate thailandese Bee Taechaubol, infatti, sembrerebbe intenzionato ad acquistare quote di maggioranza della società. La cifra di cui si parla è di 1 miliardo.

Come rivelato da SportmediasetTaechaubol ha infatti spiegato di voler acquisire più del 50% delle quote societarie del Milan, ma non la sua totalità. Il thailandese ha anche affermato di essere fiducioso riguardo alla chiusura dell’affare già entro febbraio. Sabato Fininvest aveva negato, ma ora le notizie si fanno più insistenti: sarà possibile, nel prossimo futuro, vedere un Milan più internazionale? Bee Taechaubol ha 41 anni ed è il capo del gruppo finanziario Thai Prime. Al “Bangkok Post” ha dichiarato “Ho presentato un’offerta di un miliardo di euro per rilevare una quota di maggioranza del Milan”

Intanto, proprio pochi minuti fa, è arrivato un nuovo comunicato del Milan che smentisce parzialmente la questione: “In relazione a notizie di stampa, la Fininvest ribadisce di non essere interessata alla cessione di quote di maggioranza dell’AC MilanPer il resto, la società non può che confermare quanto dichiarato sabato 14 febbraio: vari soggetti hanno mostrato interesse per partnership relative al Milan stesso, ma non esistono colloqui di qualche concretezza e tantomeno preaccordi o incontri decisivi in agenda”. Nei giorni scorsi La Repubblica aveva riferito di una trattativa in fase avanzatissima per la cessione del 30% delle azioni del Milan al manager thailandese per circa trecento milioni di euro. Notizia poi smentita dal club rossonero e dalla Finivest, proprio come oggi. L’azienda è tornata a negare un imminente ribaltone ai vertici del club presieduto da Silvio Berlusconi da 29 anni ma le voci continuano a diffondersi. Silvio Berlusconi, all’epoca proprietario dell’azienda Fininvest, acquistò il club il 20 febbraio 1986 e, divenne presidente il 24 marzo, ripianando il deficit economico. Una delle sue prime decisioni da presidente fu quella di affidare la funzione di amministratore delegato della società ad Adriano Galliani e si avvalse di un organico dirigenziale che vide Ariedo Braida, ora passato al Barcelona, nelle vesti di direttore generale.

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