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M’Baye Niang ha segnato domenica scorsa i suoi primi gol in Serie A. Il giovane attaccante francese non era mai andato in rete dal 2012 fino alla scorsa settimana, da quando cioè il Milan lo acquistò dal Caen salvo poi prestarlo un anno fa al Montpellier per sei mesi.

CHE TIPETTO – Niang semmai era passato alla ribalta delle cronache per un clamoroso palo colpito in Champions League contro il Barcellona oltre che per alcune scorribande non autorizzate. Il ragazzo finì nella bufera nel 2012 per aver lasciato il ritiro della Francia Under 21 in piena notte con alcuni compagni per andare a divertirsi in discoteca; famosa poi è la sua disavventura alla guida di un’auto sociale del Milan nei suoi primi giorni in rossonero, quando però era ancora minorenne e si spacciò per l’allora compagno di squadra Bakaye Traoré. Un anno fa al Montpellier distrusse invece la propria fuoriserie all’uscita dal centro di allenamento uscendone incredibilmente senza un graffio ma finì con l’essere indagato dalle forze dell’ordine per aver causato l’incidente.

MAGARI POTEVA SERVIRE – Ma il Niang che è approdato al Genoa durante la sessione di calciomercato invernale è adesso un altro giocatore: più maturo, più determinato e desideroso di imporsi. In rossoblu il francese di origine senegalese sta trovando l’ambiente ideale per diventare un elemento importante e migliorare, mentre al Milan c’è chi già pensa che il club rossonero lo abbia ceduto ancora una volta a cuor leggero e con troppa fretta, nonostante gli innesti in avanti di Destro e Cerci e la presenza di altri elementi come Honda e Menez. Perché quello che Niang sta facendo intravedere sono entusiasmo, grinta e freschezza, doti che ad alcuni calciatori della rosa milanista sembrano mancare, anche se lui da solo difficilmente avrebbe potuto risolvere i problemi di Inzaghi,

ECCO COSA MANCAVA – Niang non ha mancato di sottolineare dopo la sua doppietta rifilata al Verona che “qui al Genoa sento la fiducia di tutti, e questo è un prerequisito fondamentale per ogni calciatore affinché possa far bene”. Al Milan di fiducia Niang non ne ha mai avuta, finendo con l’essere soltanto uno dei tanti stranieri pagati tanto in termini di ingaggio e che hanno fornito poco o nulla sul piano tecnico. La rifondazione tanto sbandierata dalla dirigenza di via Aldo Rossi deve ancora partire e quando questo avverrà dovrà poggiare su elementi che siano proprio come Niang: giovani e finalmente pronti.

BEL PROBLEMA – L’unica controindicazione per Galliani e Barbara sarà però come sempre economica: chi gestisce Niang già pregusta le ottime prove di adesso con la maglia del Genoa per poter ottenere un aumento dell’ingaggio quando in estate tornerà a Milanello. Al momento il classe 1994 guadagna circa 800mila euro ed è legato al Milan fino al prossimo giugno 2018, resta da vedere se il club rossonero sarà saggio abbastanza da saperlo gestire non solo tecnicamente ma anche economicamente oltre ad essere in grado di inserirlo in squadra dandogli maggiore continuità in vista della prossima stagione. Una cosa è certa: il prestito era quello che ci voleva perché al Milan Niang non sarebbe mai esploso nelle condizioni attuali della compagine lombarda né avrebbe trovato il giusto spazio visti i soli 84 minuti complessivi che Inzaghi gli ha concesso. Dire di no al Genoa sarebbe stato un danno per la propria crescita.

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