SHARE

di-santo

Nei grandi campionati d’Europa oramai si segna a passi tango: nella serie A è vera e propria bagarre albiceleste per il titolo di capocannoniere (Dybala, Icardi, Higuain e Tevez), nella Liga regna sua maestà Messi (l’unico degli umani ad avvicinarsi al divino Maradona), mentre nella Premier c’è Aguero, colui che ha regalato un nipote al Pibe de Oro ma soprattutto una storica Premier al Manchester City. Adesso anche la Bundesliga ha il proprio gaucho si tratta di Franco Di Santo.

STORIA – L’argentino si forma in Cile nelle file dell’Audax Italiano, le sue prestazioni attirano gli osservatori europei, ed il Chelsea con un’offerta di 7 milioni di euro riesce ad anticipare la concorrenza ed assicurarsi questo talento. Ma la avventura di Di Santo nel club londinese non è delle migliori, infatti l’argentino viene relegato nella squadra delle riserve, chiuso dai vari Drogba, Anelka e Shevchenko, e viene girato in prestito al Blackburn. Il Chelsea non crede nelle capacità del ragazzo e lo scarica, il giocatore nel 2010 passa al Wigan dove in tre anni colleziona 92 presenze con un bottino di 13 reti, alcune di ottima fabbricazione. Nel 2013, però, con il Wigan retrocesso in Championship, Di Santo abbandona la Premier per accasarsi nelle fila del Werder Brema, al suo primo anno in Bundesliga in 24 partite realizza 4 reti, ma il giocatore in questa stagione è letteralmente esploso, anche grazie l’arrivo del nuovo tecnico Skripnik, con 10 gol e 2 assist, fornendo delle prestazioni fondamentali per la risalita del club tedesco, infatti il Werder attualmente si trova in ottava posizione a pochi punti dall’Europa, una situazione impensabile dopo il terribile inizio campionato e l’esonero dell’allenatore Dutt.

CARATTERISTICHE – Classe 89, alto 1.93, Di Santo non è la classica punta centrale nonostante i suoi centimetri, infatti ama partire da lontano partecipando alla manovra, intelligente tatticamente spesso con i suoi passaggi riesce a premiare gli inserimenti offensivi dei suoi compagni, dotato di una buona tecnica e un buon dribbling, pericoloso con le conclusioni da lontano, molti dei suoi gol sono soluzioni balistiche dall’elevato coefficiente di difficoltà. Tatticamente può essere schierato su tutto il fronte d’attacco, forse visto anche la sua statura potrebbe essere più incisivo nell’area rigore e con i colpi di testa, pecca anche in continuità infatti solo in questa stagione sta segnando con una certa regolarità.

NAZIONALE – Di Santo possiede il passaporto italiano, ed è stato vicinissimo a trasferirsi nel Belpaese infatti ad appena diciannove anni aveva suscitato l’interesse dell’Udinese, sempre attenta ai nuovi prospetti, prima che per lui si scomodasse Abramovich, mentre nel 2013 la Lazio aveva pensato al calciatore per rinforzare il reparto offensivo visto che c’era la possibilità di prenderlo a parametro zero dopo il disastro con il Wigan. Con la Nazionale dell’Argentina ha collezionato 2 presenze, particolare curioso ha fatto parte dei pre-convocati di Sabella per il mondiale sudamericano, è questo in Argentina ha suscitato non poche polemiche visto la mancata chiamata di un certo Tevez.

FUTURO– Il Werder Brema punta parecchio su Di Santo che insieme al giovanissimo Selke (classe 95) rappresentano il presente e il futuro del club tedesco, che in quest’inizio 2015 ha conosciuto solo il sapore della vittoria facendo meglio anche dei marziani del Bayern Monaco, ma l’argentino ha in contratto in scadenza 2016 ed ha finalmente raggiunto la maturità giusta per imporsi dove aveva fallito da giovanissimo. Adesso Di Santo è pronto per una big europea ed a continuare a segnare a passi di tango…

SHARE