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Stop all’attesa o quasi, 24 ore e poco più al big match dei sedicesimi di finale Tottenahm-Fiorentina, scenario White Hart Lane, personaggi, manco a dirlo, i 22 che scenderanno in campo sotto l’occhio attento di Pochettino e Montella. E’ una Fiorentina in rampa di lancio e “tirata a lucido” quella che si appresta ad essere schierata in terra d’oltremanica, forte degli ottimi risultati conseguiti in questo inizio 2015 in Serie A, capace soprattutto di battere la Roma all’Olimpico, impresa non da poco che ha donato tranquillità e consapevolezza dei propri mezzi ad uno spogliatoio da sempre falcidiato da infortuni e problemi di vario tipo che ne hanno delegittimato la crescita definitiva.

FIORENTINA IN FORMA Adesso il vento sembra essere cambiato, la corsa in campionato è tutta in divenire, il fatto però di aver recuperato molti punti e l’aver conquistato la 4° piazza ha rinsaldato un gruppo criticatissimo ad inizio stagione. Montella sembra aver trovato la giusta alchimia, un perenne fluttuare tra 3-5-2 e 4-3-3 con giocatori eclettici, capaci cioè di passare dall’uno all’altro modulo, il tutto condito da una rosa ampia dotata di tanta qualità, il giusto intermezzo tra turnover e scelta tecnica. L’esplosione di Babacar è solo l’emblema attuale di una rosa di valore, Salah l’innesto perfetto per non far rimpiangere Cuadrado, dietro tutto il resto con Mario Gomez redento dalla Tim Cup e un centrocampo tornato ad essere “core” del gioco gigliato. Tanto basta per trasformare la trasferta di Londra contro gli Spurs da “sorteggio sfortunato” a occasione perfetta per impostare al meglio il resto della stagione e dare un taglio decisamente europeo al tutto, magari provando, finalmente, a regalare una coppa ad una tifoseria che ancora sente sulla pelle gli orrori di Roma dell’anno scorso in finale di Coppa Italia, allora un mix transgenico di tristezza sia calcistica che extra.

FIORENTINA ESPERTA E SENZA PAURA La parola d’ordine è “carattere”, quello che gli uomini di Montella hanno sempre potuto vantare sebbene coperto da vari strati di paura, tristezze e chi più ne ha più ne metta. Adesso basta, non c’è più tempo per non averne, anzi questa sembra proprio l’occasione giusta per spiccare definitivamente il volo, con il Tottenham versione “ulteriore scalino”; in casa Fiorentina poi non ci si può poi esimere dal notare come l’esperienza non manchi, la caratura internazionale nemmeno, senza contare poi che moltissimi protagonisti della viola attuale hanno avuto a che fare con la Premier League, vuoi perchè vi hanno militato oppure perchè sono stati già avversari delle inglesi, non un caso che il Mirror sottolinei proprio questa caratteristica. Sarà fondamentale per la Fiorentina non avere paura del Tottenham, una squadra molto fisica che basa la sue trame offensive sulle geometrie di Eriksen e la classe di Kane, gli inglesi sono bravissimi sulle verticalizzazioni e in occasione delle palle inattive ma presentano più di un problema quando si parla di palleggio e gestione della palla, senza contare l’assetto tattico, aleatorio alle volte in Premier League, pane quotidiano della nostra Serie A.

MODULO E GIOCO Gli inglesi si affideranno al consueto 4-2-3-1, compatti dietro e funambolici davanti, Montella si tiene per sé il proprio 11, che sia 3-5-2 o 4-3-3 poco importa, soprattutto se a cambiare tra il primo modulo e l’altro sono, si e no, 1/2 giocatori, l’importante è l’identità di gioco che ormai è propria della Fiorentina dell’Aeroplanino. Dietro rientra Basanta anche se sono in crescita le quotazioni di Richards e Alonso, due laterali che possano vantare una buona esperienza in Premier, al centro ci saranno Savic e Gonzalo, con quest’ultimo leggermente in difficoltà quando schierato a 4. A centrocampo abili e arruolati PizarroBorja ValeroMati Fernandez, saranno loro a dettare i tempi alla formazione gigliata, nonché a mettere pressione alla mediana degli Spurs con la propria tecnica; in avanti posto sicuro per Mario Gomez, fresco di riposo in campionato, ai lati del tedesco Joaquin (centrodestra) e il nuovo idolo Salah (centrosinistra), due ali pure con il compito di “puntare” a ripetizione i difensori avversari. Ora non resta altro che attendere, il palcoscenico londinesi è pronto, non resta altro che sperare che a qualche “figurante” non tremino le gambe.

Stefano Mastini

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