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sacchi

Le parole di Arrigo Sacchi pronunciate qualche giorno fa (“Ci sono troppi giocatori di colore nelle squadre Primavera italiane”) hanno scatenato le inevitabili reazioni dell’opinione pubblica sul web. L’ex ct della Nazionale è stato costretto a delle precisazioni in quanto non intendeva divulgare un messaggio di stampo razzista, ma da Twitter arriva la sentenza di Gary Lineker, il quale ha scritto: “Ci sono troppi razzisti in Italia”. Un modo come un altro di farsi pubblicità, una sentenza che dice il vero, una mezza verità o cos’altro, fate voi…fatto sta che lo stesso problema c’è anche in Inghilterra come purtroppo ovunque nel mondo. E infatti ieri prima di PSG-Chelsea gli hooligans inglesi si sono macchiati di un brutto gesto impedendo l’accesso alla metropolitana parigina ad un uomo di colore.

Torniamo a Sacchi e ribadiamo ancora una volta che, nel suo pensiero espresso in stile Tavecchio, il buon Arrigo non intendeva essere offensivo nei confronti dei giocatori di colore, semplicemente perché una persona celebre come lui non può permettersi di esserlo avendo allenato gente come Gullit, Rijkaard, Weah…proviamo allora ad interpretarne il concetto, certamente sbagliato nella forma. A chi si riferiva il tecnico di Fusignano? Molto probabilmente a coloro che questi giovanotti africani ma anche sudamericani o dell’Est Europa portano ogni giorno nel nostro Paese guadagnando su ognuno di essi fior di quattrini.

Nella fattispecie i giovani calciatori provenienti da queste zone rappresentano una sicura fonte di guadagno per motivi anagrafici, nel senso che da quelle parti i controlli sull’età il più delle volte non sono propriamente efficaci ed è più semplice vincere tornei di categoria spacciando (in maniera consapevole o no) un diciottenne per un under 14, cosa che è già capitata altre volte e che la FIFA sta ora cercando di impedire con dei provvedimenti appositi (pensiamo ad esempi a noi familiari come Eriberto/Luciano ai tempi oppure Minala).

Non faremo un giro di parole ma proveremo a dare un senso a questo episodio poco piacevole tanto per Sacchi quanto per il calcio italiano, il quale vive giorni movimentati a causa del signor Lotito ed un periodo di declino che dura ormai dall’inizio degli anni 2000. Probabilmente Sacchi conosce determinati personaggi di dubbia moralità (nel calcio ce ne sono eccome) e lui è uno che ha cambiato il modo di giocare a pallone…ma ormai sono altri tempi e questo sport non si insegna più con i canoni di una volta. I tanti tornei giovanili in giro per il mondo rappresentano un modo per fare soldi e le compagini di club sono più orientate ad intascare denaro sonante che a diffondere la novella calcistica. E’ in questo che Sacchi dice la verità quando parla di un calcio italiano senza più orgoglio e dignità.

Una grande differenza tra il calcio italiano e quello spagnolo, inglese o tedesco, che sono sistemi oramai più evoluti del nostro, sta nelle cantere, nelle Academies e nei centri federali giovanili dove si creano aggregazione, si dà importanza alla crescita prima di tutto culturale e civica degli aspiranti calciatori e si lavora molto sull’etica dello sport, oltre a fornire una preparazione tecnica coi fiocchi. Insomma, lì si continua ad insegnare calcio come faceva Sacchi un tempo, da noi si pensa ai soldi, come il signor Lotito ha maldestramente confermato poco tempo fa con la sua famigerata telefonata intercettata. Ovunque qui in Italia si pensa a fare soldi, perché la barca è già affondata da tempo e si cercano quanti più salvagente possibili per non annegare nel mare di ipocrisia pieno di squali in cui ci ritroviamo a navigare a vista.

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