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E’ notizia recente le dimissioni del presidente del Varese Nicola Laurenza, che ha incaricato due suoi colleghi di trovare dei nuovi acquirenti. Si tratta di Giuseppe D’Aniello e Antonino Imborgia (ex procuratore di Batistuta), che avranno il compito di trovare il giusto profilo per la guida del club che, secondo le direttive dell’ex presidente, verrà letteralmente “regalato”.  I lombardi, per altro, avevano cominciato questa stagione, sempre a seguito di problemi finanziari e mancati pagamenti, con una squadra “rattoppata”, che attualmente occupa un desolante penultimo posto in classifica. I pochi acquisti e i tre punti di penalizzazione stanno pesando tantissimo nell’economia della stagione, rendendo vani gli sforzi di un gruppo di calciatori comunque affiatato. E dire che il Varese non aveva nemmeno cominciato cosi male, trascinato dalle sei reti del bomber rinato Arturo Lupoli, ora ceduto al Frosinone, e dalle otto del sempre verde Neto Pereira. La squadra era riuscita a rimanere a buona distanza dalla zona calda della classifica. A gennaio, però, il crollo: una serie di risultati negativi che hanno fatto piombare il Varese al 20° posto. E ora, come se non bastasse, si ripropongono pesantemente anche i problemi societari.

TEMPI D’ORO – I tempi di Sannino e Maran in panchina e della finale play-off persa con la Sampdoria sembrano ormai molto lontani anche se, a conti fatti, si tratta solo di tre anni fa. La squadra ha vissuto un periodo da corazzata, allenata ottimamente da tecnici ambiziosi, che giocava un bel calcio, efficace e propositivo, arrivando a centrare per due anni consecutivi i play-off, perdendo la qualificazione per il terzo anno solo all’ultima giornata. I vari bomber che hanno indossato la maglia biancorossa segnando tanti gol, da Ebagua a Momentè passando per il neo genoano Pavoletti, sono andati a fare le fortune di altre compagini, più solide economicamente, lasciando così i tifosi con il magone.

PRESENTE- Mettendosi nei panni dei tifosi varesini l’unica soluzione appare quella di sperare nelle due persone incaricate dal presidente dimissionario di trovare degli investitori. La città si è attivata e anche il sindaco della città sta sondando il terreno alla ricerca di imprenditori seri e vogliosi di riportare il Varese nelle posizioni che gli competono. Le prime notizie in circolazione parlano di imprenditori ticinesi dei quali, però, attualmente non si conosce il profilo. C’è tempo fino alla fine della stagione. Intanto, Varese aspetta. E spera. Perché il calcio che conta, alla fine, è sempre a portata di mano.

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