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werder brema

2015 da incorniciare fino a questo momento per il Werder Brema, a sorpresa la migliore compagine della Bundesliga dall’avvento del nuovo anno, nonostante la presenza in Germania dei marziani del Bayern Monaco e della squadra rivelazione Wolfsburg, di cui abbiamo già parlato nelle scorse settimane. Il club di Brema ha, infatti, collezionato solamente successi nelle 4 sfide di campionato giocate finora, portando addirittura a 5, considerando l’ultimo match del 2014, la striscia di vittorie consecutive che hanno contribuito pesantemente a rimpolpare una classifica altamente deficitaria nelle prime battute di questo torneo, fino ad arrivare a 3 punti dalla zona Europa League,  a sole 5 lunghezze dalla Champions. Con la miseria di 4 punti nelle prime 9 giornate di campionato, il Werder Brema sembrava una seria candidata alla retrocessione diretta, ma con il cambio di guida tecnica in panchina e il conseguente avvento di Skripnik al posto di Dutt, la squadra ha cambiato totalmente registro raccogliendo subito due successi di fila, ottimi per ridare speranza ad un club in grossa difficoltà. Ma come si fa a trasformare in breve tempo una squadra in piena lotta retrocessione in una candidata alla zona europea?

COMPATTEZZA E SOLIDITA’ – Dall’arrivo di Skripnik i verdi di Brema hanno infatti cambiato totalmente atteggiamento, a partire dalla fase difensiva, assolutamente disastrosa nell’era Dutt, con ben 23 reti subite nelle prime 9 di campionato, che hanno contribuito insieme ad un attacco non troppo prolifico all’ultima posizione della prima fase. Le armi vincenti del tecnico ucraino, sono state sin da subito una nuova organizzazione della fase difensiva, aiutata maggiormente dal cambio di modulo, passando dal classico 4-4-2, ad un 4-3-1-2, in grado di fornire una maggiore densità nella zona nevralgica del campo, utile soprattutto a proteggere una retroguardia fragilissima, e il recupero mentale e fisico di alcuni calciatori di rilievo come il terzino destro Gebre Selassie, abile a disimpegnarsi in entrambe le fasi del gioco. La trasformazione del Werder, passa però, anche dall’esplosione della coppia d’attacco, composta dall’argentino Franco Di Santo e dal giovane tedesco Selke, in grado di realizzare ben 15 reti insieme, utili a ridare verve offensiva alla squadra, che ad oggi ha addirittura il quarto attacco della Bundesliga.

IL BOMBER – Come detto, nell’ottimo Werder Brema di questo inizio anno, a spiccare è senz’altro il nome di Franco Di Santo, bomber e trascinatore dei suoi. L’attaccante argentino, non ha però vissuto avventure particolarmente felici nella sua carriera, infatti, dopo essere stato acquistato dal Chelsea, senza essere mai stato troppo impiegato, ha giocato tre stagioni tra le fila del Wigan, prima della retrocessione del club inglese in Championship, collezionando la miseria di 13 reti i 99 apparizioni, tra Premier e coppe nazionali. Al suo approdo in Germania, con la maglia del Werder, le cose non sembravano essere migliorate molto, con sole 4 marcature nella scorsa annata, prima di cambiare registro, cercando di dare una svolta decisa alla sua carriera, grazie ai 10 gol in Bundesliga raccolti finora in 14 partite, tre dei quali nel nuovo anno, e che si sono rivelati preziosissimi alla risalita del Werder. Di Santo, classe 1989, ha una struttura fisica importante, complice il suo metro e 93 centimetri di altezza, che gli hanno permesso di disimpegnarsi al meglio nell’area di rigore, da prima punta, nonostante delle caratteristiche tecniche che gli permettano comunque di poter essere affiancato sia da un altro centravanti che da un attaccante mobile.

LA PROMESSA – Davie Selke, attaccante tedesco classe 1995, cresciuto nelle giovanili dell’Hoffenheim, sta trovando la sua dimensione in questa stagione, soprattutto dall’arrivo del nuovo tecnico, nell’attacco del Werder Brema, in coppia con Di Santo, dopo aver maturato le prime esperienze nella seconda squadra del club. Punta centrale purissima, molto dotato fisicamente, dato anche il metro e 92 che si porta in dote, abbina alle qualità fisiche anche una buona velocità di base e quel pizzico di sfrontatezza fondamentale per giocare titolare a certi livelli. Fino a questo momento ha messo a segno 5 reti e 4 assist nelle 18 gare giocate, che gli sono valse anche le prime convocazioni con la nazionale tedesca under 20, con la quale ha già lasciato la sua prima firma.

IL MERCATO – A contribuire alla rinascita del club, ci ha pensato anche la società fornendo al tecnico ucraino la pedina giusta per risollevare le sorti di una difesa decisamente ballerina. Sul piatto ecco così servito Jannik Vestergaard, imponente centrale danese, classe ’92, approdato a Brema dall’Hoffenheim dove era chiuso dal giovanissimo Sule e dove peraltro non aveva mai convinto più di tanto. In maglia verde raggiunge invece la sua dimensione ideale, trovando in Galvez il partner perfetto per le sue caratteristiche, insieme al quale ha fornito prestazioni di tutto rispetto tanto da finire per due volte nella top 11 di giornata.

SOTTO A CHI TOCCA – Dopo aver messo in fila nell’ordine: Borussia Dortmund, Hertha Berlino, Hoffenheim, Bayer Leverkusen ed Augsburg, è l’ora della definitiva prova di maturità per gli uomini di Skripnik, impegnati in trasferta sul difficile campo dello Schalke 04, reduce da un KO nell’ultimo turno, ed impelagato nel vivo della lotta Champions. Potrebbe essere proprio una qualificazione europea il nuovo obiettivo del Werder, che vincendo questo ‘spareggio’, accorcerebbe di molto il gap dalle zone nobili della classifica.

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