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Roma Parma

Il Parma versa ormai in condizioni disgraziate: dei soldi non c’è ancora l’ombra, le tante promesse fatte da Manenti per adesso non hanno portato a nulla. In tutto ciò, nonostante le rassicurazioni di Lucarelli, il fallimento è un’opzione da tenere assolutamente in considerazione. Dunque, augurandoci il contrario, cosa potrebbe accadere qualora il Parma fallisse a campionato in corso?

La spiegazione a questa domanda sta tutta nelle norme della FIGC. In particolare, possiamo notare quanto viene esplicato nell’articolo 53 (Rinuncia a gara e ritiro od esclusione delle società dal Campionato) delle normative NOIF (Norme Operative Interne FIGC) nel comma 4: “Qualora una società si ritiri dal Campionato o da altra manifestazione ufficiale o ne venga esclusa per qualsiasi ragione durante il girone di ritorno tutte le gare ancora da disputare saranno considerate perdute con il punteggio di 0-3, ovvero 0-6 per le gare di calcio a cinque, in favore dell’altra società con la quale avrebbe dovuto disputare la gara fissata in calendario. Per fare maggiore chiarezza, sostanzialmente il Parma perderebbe 0-3 a tavolino ogni prossima gara da giocare, mentre i match già archiviati non avrebbero assolutamente importanza per quanto concerne tale discorso.

La procedura potrebbe svolgersi in tal modo: se, come sembra, Parma-Udinese non avrà luogo, i ducali saranno sanzionati con lo 0-3 a tavolino e riceveranno anche un punto di penalizzazione. Qualora il Parma dovesse saltare altre tre partite in egual maniera, a quel punto scatterebbe la radiazione: tutti gli incontri da giocare sarebbero persi a tavolino per 0-3. Come già detto, le gare precedentemente disputate dal Parma non verrebbero in alcuna maniera coinvolte nel ragionamento.

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