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cebolla

Doveva far piangere gli avversari, non si aspettava certo che a piangere fosse lui…La triste fine del Parma coinvolge anche quello che sarebbe dovuto essere il salvagente (sportivo) a cui aggrapparsi per tirarsi fuori dalle sabbie mobili e tentare l’impresa impossibile, la salvezza. Cristian Rodriguez, per tutti semplicemente “el Cebolla“, era arrivato a Parma nel mercato di gennaio, proprio mentre Antonio Cassano si tirava fuori, rescindendo il suo contratto con quel che restava della società emiliana.

L’ex fedelissimo del Cholo Simeone all’Atletico Madrid, dopo alcune perplessità iniziali, aveva accettato il trasferimento a Parma, nonostante squadra, staff, dirigenti e magazzinieri, non percepissero già da diversi mesi gli stipendi. Il nodo della questione, per certi incredibile visto il mondo in cui viviamo, sta proprio nel fatto che, appena sbarcato in Italia, l’uruguaiano si era detto ignaro dei problemi economici che incombevano sul suo nuovo club. “Da fuori non si sanno molte cose, io ad esempio credevo che il problema della squadra fosse solo di risultati, le difficoltà in classifica, però non è solo quello. Non sapevo che i giocatori fossero in arretrato con gli stipendi di sei mesi”. La vicenda avrebbe del paradossale, se non fosse che in questa triste vicenda i colpi di scena in negativo non sono mai mancati; possibile che un giocatore affermato e del valore di Rodriguez, non fosse a conoscenza della situazione? Dov’erano i suoi agenti quando si era presentata l’ipotesi Parma? Certe cose, non dovrebbero mai accadere, ma tant’è. Niente soldi, niente stipendi, lo sbadato Cebolla si è ugualmente calato nella realtà, al fianco dei compagni di squadra, con cui ha cercato di tenere alto l’orgoglio residuo di un gruppo allo sbando e abbandonato a se stesso.

Non sono pentito di essere venuto qui: è un momento difficile ma voglio dare il massimo per cercare di salvare il Parma: se ci salviamo, ci salviamo tutti, se invece muoriamo, muoriamo tutti”. Orgoglio e spirito sudamericano, certi valori per gente come Rodriguez sono parte del modo di essere. Un mese e diverse presenze dopo però, tutto sembra essere svanito nel nulla; il Parma non si salverà sul campo, e probabilmente neanche fuori. Non si può certo dire che non ci abbia provato, ma esistono ostacoli che talvolta non possono essere superati, determinazione e personalità non bastano. “Mi avevano detto che sarei stato benissimo al Parma. Non sapevo che però non venivano pagati da sei mesi”, fine dei giochi e delle illusioni, con lo spettro di un fallimento quanto mai concreto e un boccone amarissimo da mandar giù. Celebre per le giocate, verrà ricordato principalmente per essere stato uno dei giocatori ad aver accettato una società farlocca e allo sfascio, distrutta da un manipolo di gente senza scrupoli e amore per i veri valori dello sport, che da mesi non onora i suoi impegni nei confronti dei suoi tesserati.

Resta soltanto un fiume di lacrime, ma non quelle che il Cebolla si aspettava…

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