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Paul Scholes, uno che lo United lo ha nel sangue, ha criticato apertamente la filosofia di gioco dei Red Devils targati Louis Van Gaal, a suo dire troppo rinunciatario e poco rispettoso della storia del Manchester. In un editoriale apparso sulle colonne del The Independent e intitolato “Questo Manchester United non si basa sullo spirito del club basato sull’attaccare e prendersi dei rischi“, il 40enne ex centrocampista ha sottolineato quanto sia differente guardare oggi una partita dei Red Devils rispetto ai tempi in cui sulla panchina sedeva Sir Alex Ferguson.

Una parte importante dell’essere un giocatore dello United con Ferguson” scrive Scholes “era che quando tu eri in possesso di palla dovevi prenderti dei rischi per creare occasioni da goal. Tutto ciò non era un’opzione, era un obbligo. Le volte in cui smettevo di passare il pallone in avanti o smettevo di prendermi dei rischi con dei passaggi che avrebbero potuto tagliare in due la difesa la conseguenza era sempre la stessa. L’allenatore mi metteva da parte e mi rimetteva in campo solo quando tornavo a fare le cose che ci chiedeva. Essere un centrocampista dello United significa passare la palla in avanti e, ovviamente, non sempre tutto ciò funziona. Non sempre riesci a mettere il pallone sul piatto d’argento per un attaccante. E’ facile? Ovviamente no, ma si giocava per lo United. Era implicito che non fosse facile“.

Tutto ben lontano dall’attuale filosofia di gioco dello United, secondo Scholes. “Non è certo piacevole per me ammettere come al momento guardar giocare il Manchester non mi dia alcuna emozione. Giovedì sera sono riusciti a battere il Burnley ma è stato proprio il Burnley a far vedere le migliori cose nel primo tempo. Certe volte il gioco di questo United è avvilente. Se vuoi vincere devi attaccare e per attaccare devi prenderti dei rischi. In troppi in questo organico non sono in grado di prendersi dei rischi“.

Secondo Scholes, del resto, è la storia dei Red Devils ad imporre un tipo di gioco aggressivo. “La storia dello United è stata costruita su un calcio d’attacco, che non sempre significa che la squadra non prenda reti o non conceda qualche chance. Perchè credete che lo United abbia cercato i migliori portieri in circolazione? C’era bisogno di loro perchè la maggior parte dei giocatori era concentrata sul creare un calcio d’attacco. Del resto, ai fan dello United non interessa se tu hai solo il 40% di possesso quando il tuo gioco è votato all’attacco“.

So” conclude Scholes “che sto facendo un paragone tra questa squadra e la golden age della storia del Manchester United. Credo però che lo spirito di una squadra, i principi ai quali si ispira mentre gioca, debbano sopravvivere alle grandi individualità della storia. Lo United è sempre stato basato sul calcio d’attacco, tutto il resto non gli appartiene“.

Tratto da “The Independent”

Da uno spunto de IL NAPOLISTA

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