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Liverpool v Queens Park Rangers - Premier League

Che dalle parti di Anfield i giovani venissero percepiti come una risorsa di primissima importanza era chiaro da tempo. L’ultimo grande exploit, del resto, era stato l’acquisto di un certo Raheem  Sterling nel 2010, all’epoca solo 16enne,  dal Queens Park Rangers per la cifra di 800.000 euro più bonus, ed il successivo innesto, a partire dal 2012, nel giro della prima squadra. Che la scommessa dei Reds fosse stata pienamente vinta era sotto gli occhi di tutti da tempo: l’anglo-giamaicano ha pienamente ripagato la fiducia tanto che, nel giro di due anni, il giovane Sterling è diventato un punto di riferimento sia per i Reds che per la nazionale maggiore dei Tre Leoni, bisognosa come non mai di giovani che sappiano in fretta adattarsi alla mole di responsabilità di una maglia che pesa come un macigno.

In questi primi due mesi del 2015 il Liverpool si è riconfermata una società che crede fermamente nel suo patrimonio giovanile. La fine del 2014 aveva testimoniato una vera crisi di identità per i Reds orfani di Suarez, partito per il Barcellona in estate, e di Sturridge, praticamente sempre fermo ai box, ed i risultati tanto in Premier quanto in Europa avevano accertato tali difficoltà. Rodgers, per mesi messo in discussione dalla stampa, aveva a gennaio l’opportunità di aprire i forzieri ed andare sul mercato alla ricerca di un giocatore navigato che gli potesse dare una mano a risalire la china e, invece, ha deciso di richiamare ad Anfield un classe ’96, uno che fino ad ora aveva collezionato solo 7 presenze con i Reds e, dal 2014, era stato girato in prestito prima al Birmingham, 11 presenze ed una rete, poi al Derby, 20 caps e 5 goal.
Questi erano i miseri numeri di Jordon Ibe, uno che nel giro di un mese e poco più, è ufficialmente tornato ad Anfield lo scorso 15 gennaio, ha saputo conquistarsi la maglia di titolare a suon di prestazioni di livello. Che la personalità, al giovane Jordon, non mancasse si era visto il giorno del suo esordio, lo scorso 7 febbraio nel derby del Mersey contro l’Everton: i Reds in quell’occasione non riescono avere la meglio sui cugini ma il ragazzino, Ibe, viene premiato come migliore in campo. Tre giorni dopo viene schierato dall’inizio contro il Tottenham e, ancora una volta, impressiona tutti. Il resto è storia dell’ultima settimana, sempre schierato titolare e, nella gara di Europa League contro il Besiktas, capace anche a conquistarsi il rigore decisivo trasformato da Balotelli.

Nel 3-4-2-1 di Rodgers il giovane Jordon è finora stato impiegato come trequartista destro dietro all’unica punta. La progressione sul breve, seppur non degna di quella del suo “fratellone” Sterling, è comunque notevole. Chiedetelo a Danny Rose, il terzino sinistro degli Spurs, sempre in difficoltà nonostante non sia certo un lentone sulle sgroppate di Ibe sulla fascia destra. Inoltre, per quanto non sia un gigante, circa 175 cm, Ibe è però dotato di un gran fisico e, nonostante i soli 18 anni, sembra già essere un giocatore fatto e finito. Calcia di destro e di mancino con la stessa potenza e, forse, è proprio questo è il suo segno distintivo: essendo un giocatore polivalente, tanto forte fisicamente quanto veloce, bravo con entrambi i piedi, Ibe può in definitiva occupare tutti i ruoli al di sopra del centrocampo. Avere uno che a 19 anni è già così formato non è certo cosa da tutti i club. Del resto non tutti i club trattano i propri giovani come risorse di primissima importanza.

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