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kovacic e icardi

Non era propriamente un “appuntamento con la storia” quello del Sant’Elia con il Cagliari ma per l’Inter, questa Inter, era per tanti motivi un occasione da non fallire. Nella serata in cui i nerazzurri ritrovano la terza vittoria di fila in campionato, che mancava addirittura dal 2012, e in cui Mancini supera (finalmente) Mazzarri in media punti, i protagonisti non potevano non essere Mateo Kovacic e Mauro Icardi.

Esplosi quasi simultaneamente nella scorsa primavera, i due giovanissimi campioni hanno scalato le gerarchie nerazzurre, fino a diventare i due fiori all’occhiello dell’intera rosa, i due elementi sui quali costruire le vittorie del presente, e la futura e tanto attesa risalita. Nonostante le prestazioni, i gol e la leadership, per motivi differenti, entrambi i giocatori hanno vissuto momenti altalenanti in questo inizio 2015, con il punto più basso nella domenica di Sassuolo, con il croato peggiore in campo e l’argentino al duro confronto con i tifosi. Se però il bomber sudamericano aveva subito messo le cose in chiaro a suon di gol, il 10 nerazzurro sembrava faticare a imporsi nel nuovo modulo del Mancio, oscurato anche dall’arrivo dei nuovi innesti.

La serata di Cagliari restituisce al Biscione il Kovacic che tutti aspettavano, fulcro del gioco nerazzurro, con quel pizzico di “cattiveria” in più, messa in mostra anche nella polemica esultanza del gol del vantaggio, l’ottavo stagionale. Se per l’ex Dinamo Zagabria la doppia cifra è ad un passo, non male per uno accusato di scarsa vena sotto-porta, i numeri di Maurito sono sempre più impressionati. Il gol del raddoppio, uno dei più belli in maglia nerazzurra, lo proietta in testa alla classifica marcatori. Ma se il gol non era mai stato e un problema per il bomber nerazzurro, quello che più ha impressionato è la prestazione stessa dell’attaccante, capace di dialogare con i compagni, di fare reparto, fino al sacrificio in fase di ripiegamento. Se poi ci mettiamo anche il balletto con Guarin e Medel, i due che più di ogni altro hanno beneficiato dell’arrivo di Mancini, il peso della vittoria di ieri va ben oltre i 3 punti.

 

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