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destro milan

E’ arrivata la vittoria per il Milan domenica scorsa contro un tenace Cesena ma i dubbi sulla solidità dei rossoneri permangono ed investono già da qualche settimana le reali capacità di Filippo Inzaghi. Il tecnico, definito “mai in discussione” dall’ad Adriano Galliani, sta dimostrando comunque qualche limite tecnico con scelte che a volte lasciano perplessi tifosi ed opinione pubblica in generale. Fatto sta che se la classifica piange la colpa non è solo di Superpippo, poco super da quando si è seduto sulla panchina del club che ha aiutato tanto a vincere in passato con i suoi gol.

SCARICABARILE – Il rischio che Inzaghi venga mandato allo sbaraglio come successo con Seedorf è concreto e la dirigenza del Milan pare essere orientata a salutare il tecnico piacentino il prossimo giugno nonostante dica il contrario, per mascherare gli ennesimi errori di una campagna acquisti senza né capo né coda, tanto in estate quanto nella recente sessione trasferimenti invernale. Tralasciando l’insensatezza totale dell’operazione Torres con tutti i relativi esborsi economici del caso, vogliamo concentrarci su tre nomi in particolare: Destro, Cerci ed il giovane spagnolo Suso.

POCA DESTREZZA – Sul bomber marchigiano sono arrivati solo complimenti all’inizio, e qui ci può stare: è decisamente meglio l’ex romanista scuola Inter di uno come Torres, che nel corso degli ultimi anni ha dimostrato di poter far bene solo in ambienti a lui familiari. Destro però fin qui non sta eccellendo nonostante un impiego che potremmo definire da titolare con 3 presenze, un gol ed una ammonizione per complessivi 219′ minuti giocati, senza contare un match saltato per squalifica. Ad oggi però il 23enne attaccante di Ascoli è sembrato molto avulso dal “non gioco” del Milan, riuscendo a capitalizzare un solo pallone buono a due passi dalla porta nove giorni fa nel pareggio interno contro l’Empoli. Al momento il ragazzo non è adatto al Milan proprio per la scarsa qualità di manovra proposta dagli uomini di Inzaghi; palloni giocabili in avanti non ne arrivano e non sorprende dunque che Menez nel ruolo di prima punta sia riuscito al contrario a fare benissimo anche grazie alla sua grande mobilità.

CERCI DESAPARECIDO – Di Cerci anche ora si parla più per le uscite non sense della sua compagna anziché dell’apporto in campo. Dopo un tiepido inizio in rossonero, per l’Henry di Valmontone gli spazi sono drasticamente diminuiti specialmente a causa del cambio di modulo deciso da Inzaghi, che di schieramenti tattici ne ha cambiato ben uno a partita negli ultimi quattro impegni di campionato. Troppa instabilità e pochissime possibilità di trovare continuità, che per un talento come Cerci rappresenta invece il bisogno primario per poter imporsi. Molto probabilmente l’impegno a singhiozzo per il mancino in prestito dall’Atletico Madrid fino a giugno 2016 continuerà fino alla fine della stagione.

SUSO IMMATURO – Parliamo infine di Suso: chi è costui? Il giovane centrocampista spagnolo giunto a titolo definitivo dal Liverpool finora non si è mai visto e com’era prevedibile ha fatto la stessa fine di van Ginkel, finendo per essere relegato nel dimenticatoio. D’altronde è impensabile che un classe ’93 straniero acquistato a gennaio potesse imporsi subito da titolare, perciò volendo essere ottimisti diciamo che Suso potrebbe tornare utile per la prossima stagione, quando ne avrà capito di più sul calcio italiano. Va detto però che l’iberico anche nella sua esperienza ai Reds non ha mai lasciato una impronta indelebile se non con la squadra Under 21. Anche Bocchetti ed un Paletta perennemente infortunato da un anno non stanno dando chissà cosa e sin qui il solo a salvarsi sembra essere Luca Antonelli. Ma il Milan deve cambiare registro, non si potrà scaricare la responsabilità sull’allenatore di turno per sempre.

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