SHARE

manenti

Giampietro Manenti, presidente del Parma, sgombra il campo dalle voci che lo vorrebbero già in dsimpegno dopo l’accusa del sindaco della città emiliana, Federico Pizzarotti, che lo accusava di essere già sparito.

SONO ANCORA QUI – Manenti ha risposto allo sfogo di Alessandro Lucarelli e di Fabiano Santacroce di ieri affermando a Radio Parma: “Domani (oggi, ndr) incontrerò Pizzarotti e ci tengo a ribadire che non lascio il club, sto lavorando duramente per cercare di salvare il salvabile. Non è intenzione mia e di chi opera al mio fianco portare i libri contabili in tribunale, anzi ci stiamo attivando proprio per realizzare il contrario. Il Parma ha notevoli difficoltà di liquidità sin dallo scorso 26 novembre, capire cosa sta accadendo è difficile ma stiamo mettendo su un piano da presentare in Procura. La partita con l’Udinese si poteva regolarmente giocare, venerdì pomeriggio avevamo anche scritto al Prefetto“. Successivamente è stato comunicato che l’incontro è slittato alle 14:30 di mercoledì 25 febbraio a Collecchio, anche la conferenza stampa di mister Donadoni è stata annullata.

NON SO SE GIOCHIAMO – Il difensore Santacroce aveva dichiarato in diretta a Il Processo del Lunedì su Rai Sport nella serata di ieri: “Alla squadra la cosa che ha dato più fastidio sono state le continue bugie ricevute in questi mesi. Questa situazione va avanti da troppo tempo, dopo aver percepito lo stipendio di luglio siamo rimasti senza pagamenti. Speriamo che possa davvero arrivare qualcuno in grado di risolvere tutto e che sappia cosa fare per salvare il Parma, eravamo speranzosi ma dopo aver sentito solo tante chiacchiere e zero fatti ora siamo più diffidenti. Autofinanziamento per la trasferta di Genova? Non posso assicurare che domenica prossima giocheremo anche perché non scendere in campo per qualche match potrebbe far riflettere chi di dovere nonostante siamo calciatori e ci piace fare il nostro lavoro. Di sicuro va trovata una soluzione per gli stipendi, perché non siamo soltanto noi giocatori a non venire pagati da mesi ma anche i dipendenti del club, e questa condizione complicata si ripercuote sulle loro famiglie. Noi siamo più fortunati e possiamo andare avanti per un pò, ma gli altri no. Chi è il responsabile della crisi del Parma? E’ una bella domanda, penso che una risposta ce la dovrebbe fornire la magistratura”.

IL CONI VIGILA – Nel frattempo Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha dichiarato sulla vicenda-Parma: “Mi auguro che cose del genere non avvengano più. In campo internazionale l’Italia ha fatto una pessima figura ed il calcio continua ulteriormente a perdere la propria credibilità con questo episodio che va a sommarsi a tutta una serie di altri controversi avvenimenti passati. Il CONI non ha poteri legislativi per poter intervenire ma io di persona vigilerò senza fare sconti”.

FALLIMENTO COME PIANO B – Umberto Calcagno, avvocato dell’AIC e vicepresidente della stessa, ha detto invece: “Vogliamo sapere che succede e ci muoviamo in ogni direzione, vogliamo capire la modalità migliore per andare avanti.  La speranza è che la società si salvi e che risolva il problema in maniera decisa. Oggi però quella del fallimento è una situazione secondaria e speriamo che manenti risolva le cose. Se non succederà, ci sarà un’udienza il 19. La strada è tracciata, il problema è organizzare la partita di domenica”.

 

SHARE