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Il Parma sta fallendo senza che nessuno stia facendo qualcosa per evitarlo. E’ in sintesi il pensiero esternato ieri dal capitano del club ducale, Alessandro Lucarelli, oltre che da altri suoi compagni di squadra come Biabiany e Santcroce. Sono tanti gli aspetti su questo caso che fanno sorgere mille dubbi: come è possibile che il Parma si sia iscritto al campionato nonostante una situazione debitoria fortemente critica già da marzo 2014? E perché le istituzioni calcistiche nazionali come Lega Serie A, FIGC e gli organismi preposti alle verifiche sulla salute economica delle compagini italiane come la Covisoc non si sono accorte di nulla?

TUTTO CONTRO – Quali che siano le risposte ricordiamo che la società emiliana è passata di mano per ben tre volte con 5 diversi presidenti nell’arco di poco meno di un trimestre, una cosa probabilmente mai vista sia nel calcio che in qualsiasi sport in generale. Le insolvenze in totale hanno raggiunto i 197 milioni di euro stando agli ultimi conti e la gara con l’Udinese purtroppo è stata la prima di una serie di possibili impegni destinati ad essere rinviati o peggio, cancellati. Il Parma non ha soldi per l’acqua calda, l’energia elettrica e gli steward del Tardini oltre che per pagarsi le trasferte ed anche domenica prossima in casa del Genoa non è detto che si giochi, anche se i calciatori si sono detti disponibili all’autofinanziamento. FIGC e Lega Serie A, come tutto il massimo campionato, vorrebbero che il club onorasse i propri impegni per una questione di diritti tv (sono sempre i soldi a muovere tutto) e se così non fosse sarà un continuo 0-3 a tavolino da qui fino al termine della stagione, cosa che vorrebbe dire falsare inequivocabilmente il torneo in corso.

PERCHE’ LA SERIE A VUOLE IL PARMA IN CAMPO – Il presidente del Parma, Giampietro Manenti, ha fatto intanto sapere di esserci e di voler evitare a tutti i costi il fallimento pilotato, cosa che invece le istituzioni calcistiche auspicano: in tal modo succerebbe quanto avvenuto l’anno scorso al Bari, che ha mantenuto alla fine la categoria disputando anche i play off promozione per la Serie A. Per il calcio italiano sarebbe un disastro se il Parma non dovesse finire la stagione in corso perché Sky e Mediaset, che garantiscono i diritti tv e rappresentano la principale fonte di introito delle squadre italiane, attuerebbero delle ritorsioni legali mandando tutto a monte. Pensiamo poi agli abbonati del Parma sia allo stadio che per la pay tv che non verranno mai rimborsati. Per cui o con la prima squadra, o con la Primavera o con gli Allievi, il sodalizio gialloblu dovrà arrivare fino a maggio.

RECIDIVITA’ – Intanto oggi lo stesso Manenti incontrerà il sindaco di Parma, Pizzarotti, per stabilire ancora una volta il da farsi ed individuare il salvabile in questo buco nero che ha risucchiato una squadra ammirata da tutti negli anni ’90 ma che non è la prima volta che viene implicata in vicende losche, se si pensa ai Tanzi. Come sempre accade in questi casi a rimetterci sono i tifosi, perché i giocatori per quanto possano vivere adesso una situazione critica riusciranno tutti nel bene o nel male a trovare una nuova sistemazione a giugno. Quello che non è accettabile e che tutti dovranno capire è che a chi ha dei debiti non dovrà più essere permesso di prendere parte al campionato in quanto magheggi di bilancio e conti in rosso rappresentano ormai la prassi da anni. Intanto l’Italia colleziona l’ennesima brutta figura in ambito internazionale, ed anche a questo ormai siamo abituati da tempo, altro che candidatura alle Olimpiadi 2024…

 

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